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Castello

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2.3

I fossati

Le trincee, scavate tutt’attorno ai castelli più antichi, vennero gradatamente sostituite da ampi e profondi fossati, asciutti o riempiti d'acqua. Un ponte levatoio, che poteva essere alzato o abbassato dall'interno del castello, permetteva di superare il fossato con facilità. La porta nelle mura, al di là del ponte, era difesa da una saracinesca di legno rinforzata da travi di ferro, che poteva essere alzata verticalmente in un apposito alloggiamento ricavato nel muro sovrastante.

2.4

Castelli medievali italiani

La penisola italiana è particolarmente ricca di castelli medievali: basti citare, a titolo d’esempio, i castelli di Verrès (XIV secolo) e di Fénis (XI secolo), in Valle d'Aosta; il castello di Ivrea, fatto edificare, a partire dal 1358, da Amedeo VI di Savoia; il castello del Buonconsiglio a Trento, composto di due costruzioni, delle quali la più antica, quella del Castelvecchio, risale al XIII secolo.

Di estrema importanza sono inoltre i castelli pugliesi edificati da Federico II, a Bari, Lucera e Gioia del Colle e, soprattutto, il bellissimo Castel del Monte, a pianta ottagonale, fatto erigere dall'imperatore tra il 1240 e il 1250, nelle vicinanze di Andria, sulle colline delle Murge.

Vanno infine ricordati i castelli della Pianura Padana, tra cui quelli di Pavia, Belgioioso, Angera, Fontanellato e Roccabianca (questi ultimi parzialmente ricostruiti in età moderna).

3

Il castello rinascimentale e barocco

Nel corso del XVI secolo la funzione e, di conseguenza, la struttura e l’aspetto del castello subirono radicali modificazioni, che decretarono di fatto la fine di questa tipologia edilizia e militare. I castelli medievali dovevano resistere agli arieti e ai proiettili gettati dalle catapulte e proteggere gli abitanti dalle frecce lanciate da archi e balestre. Lo sviluppo dell'artiglieria e l'uso della polvere da sparo posero fine alla loro inespugnabilità e quindi resero sostanzialmente inutili le opere di fortificazione.

Il castello divenne allora principalmente una residenza nobiliare, costruita seguendo gli stili dominanti nell'architettura civile, ma conservando talvolta, seppure con funzione puramente simbolica, alcuni elementi della tipologia antica, come il fossato e le torri (esempi notevoli di questo tipo di costruzione sono i castelli della Loira).

Durante il XVII secolo, tuttavia, anche questi aspetti tesero a scomparire, lasciando il posto a eleganti palazzi di campagna, destinati agli svaghi (feste, caccia) o adibiti a edifici di rappresentanza. La sempre maggiore preoccupazione di prestigio trasformò le sobrie strutture architettoniche degli anni Venti e Trenta (come il primo palazzo costruito a Versailles per Luigi XIII nel 1624, o il castello di Balleroy, eretto da François Mansart tra 1625 e 1630) in dimore via via più sontuose, di cui sono insigni esempi la reggia di Versailles e il castello di Vaux-le-Vicomte, in Francia.

Dal XVIII secolo, e definitivamente dopo la Rivoluzione francese, il castello perse il carattere di sede del potere reale e nobiliare, assumendo il semplice significato di grande e ricca dimora rurale. Sporadiche riprese dello stile medievale si ebbero solo nella seconda metà del XIX secolo, con il revival neogotico (castello di Neuschwanstein, in Baviera).

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