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Chiluba fu incapace di affrontare la grave situazione del paese. Il suo stile di governo suscitò le critiche dell’opposizione e ricorrenti moti di protesta, soprattutto nel 1994, quando alcuni suoi ministri, sospettati di implicazione con il traffico internazionale di stupefacenti, furono costretti a rassegnare le dimissioni. In un clima di forte conflitto sociale, nel 1995 Kaunda ritornò alla presidenza dell’UNIP, apprestandosi ad affrontare Chiluba nelle elezioni presidenziali previste per l’anno seguente, ma diverse modifiche alla Costituzione, richieste e fatte approvare da Chiluba, glielo impedirono. Nelle elezioni presidenziali del novembre 1996, boicottate dall’UNIP e da altri partiti di opposizione, Chiluba venne rieletto alla presidenza e il suo partito ottenne 131 dei 150 seggi del Parlamento. Nel 1997 la crisi del paese si aggravò e, dopo un nuovo tentativo di colpo di stato, Chiluba proclamò lo stato d’emergenza, facendo arrestare centinaia di oppositori tra i quali l’ex presidente Kaunda; questi venne liberato solo in seguito alle proteste internazionali e a un intervento diplomatico del presidente sudafricano Nelson Mandela. Nel gennaio 1999 il partito di Chiluba ottenne una nuova vittoria nelle elezioni amministrative, il cui risultato fu tuttavia contestato dalle opposizioni. In novembre fu assassinato un figlio di Kenneth Kaunda, il quale nell’aprile del 2000 annunciò il suo ritiro dalla scena politica. Agli inizi del 2001 il tentativo di Chiluba di apportare ulteriori modifiche alla Costituzione per concorrere a un terzo mandato presidenziale fallì di fronte all’accesa protesta delle opposizioni e a imponenti manifestazioni popolari. Svoltesi in un clima di tensione e contrassegnate da molte irregolarità, le elezioni presidenziali di dicembre assegnarono una vittoria di misura a Levy Mwanawasa, già vicepresidente di Chiluba dal 1991 al 1994; nelle contestuali legislative il MMD conquistò 69 dei 150 seggi dell’Assemblea nazionale.
La lotta alla corruzione lanciata dal nuovo governo colpisce diversi esponenti politici e lo stesso ex presidente Chiluba, che viene arrestato agli inizi del 2003; posto in libertà nel settembre 2004, viene raggiunto da un nuovo mandato d’arresto. Nel 2005 lo Zambia ottiene la cancellazione di metà del debito contratto con la Banca Mondiale, ma il paese resta immerso in una grave crisi economica, che si accompagna a una diffusa povertà e a una preoccupante crescita dell’epidemia di AIDS. Le elezioni presidenziali del settembre 2006 registrano la vittoria di Mwanawasa, che viene tuttavia aspramente contestata dalle opposizioni. Nelle contestuali elezioni legislative il MMD si assicura 72 dei 150 seggi del Parlamento.
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