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Introduzione; Principi di base del disegno di un’imbarcazione; Le prime imbarcazioni; Imbarcazioni di legno; Imbarcazioni di altri materiali; Sistemi di propulsione
Le prime imbarcazioni costruite dall’uomo furono le zattere e le piroghe, queste ultime generalmente ricavate da un singolo tronco d’albero, scavato con utensili rudimentali o con il fuoco e rivestito con materiali naturali. Le canoe realizzate con cortecce d’albero avevano solitamente un’intelaiatura di legno leggero, separata dal rivestimento in corteccia da un fasciame di protezione. In America settentrionale venivano costruite canoe in corteccia di betulla lunghe fino a 14 metri. Un altro tipo di canoa primitiva era il kayak, ricoperto da pelli di foca tese su una struttura rigida e provvisto di un abitacolo aperto al centro; largo circa un metro, andava affusolandosi a prua e a poppa. Le canoe e i kayak moderni, pur costruiti con metodi e materiali differenti, hanno generalmente la stessa forma di quelli primitivi. Altri tipi di imbarcazioni antiche rivestite di pelli erano le rotonde “coracle”, usate in Asia, in Africa, nel Nord Europa e nell’America settentrionale. Simili alle barche tuttora in uso sul lago Titicaca, erano costruite con ramoscelli intrecciati di salice o di altro legno tenero, tenuti insieme da una falchetta rotonda (la falchetta è il bordo dello scafo). La tecnica del legno cucito era abbastanza comune tra i popoli delle isole del Pacifico, le cui piroghe spesso avevano la parte superiore delle fiancate composta da pezzi di legno irregolari assemblati. Gli antichi egizi costruivano barche a remi di giunchi legando strettamente fasci di steli di papiro. L’estrema leggerezza di queste imbarcazioni le rendeva ideali per la pesca nelle paludi lungo il Nilo, e facili da trasportare a terra. Equipaggiate con vele e remi, potevano trasportare merci e passeggeri.
I componenti principali delle imbarcazioni di legno sono l’armatura (ossatura), che costituisce la struttura dello scafo, e il fasciame, vale a dire il rivestimento esterno fissato all’armatura. Si ritiene che le imbarcazioni costruite con fasciame di legno siano state sviluppate gradualmente a partire dalle piroghe dell’età del Bronzo.
Nell’Europa settentrionale la costruzione di imbarcazioni a fasciame accavallato, detto anche a fasciame sovrapposto o a clinker, fu introdotta dalle popolazioni scandinave a partire dal IX secolo. Le assi venivano assemblate sulla chiglia, una dopo l’altra, a cominciare dal corso dei torelli (le prime due file adiacenti alla chiglia). Sulle navi e sulle imbarcazioni vichinghe del X secolo si ricorreva alla legatura per assicurare il fasciame all’armatura, ottenendo così uno scafo flessibile e robusto. Le legature furono successivamente sostituite da elementi di fissaggio passanti, cioè da spine o caviglie, e da chiodi in legno inseriti nel fasciame e nell’armatura. Nella costruzione a fasciame accavallato, i giunti longitudinali erano realizzati mediante una sovrapposizione delle assi sufficiente a permettere un’inchiodatura continua; l’uso di pelli o il fasciame esterno irrobustivano l’imbarcazione. Le armature, che garantivano la necessaria rigidità di forma, in origine erano costituite da pezzi di legno già naturalmente curvato, come le radici o i gomiti dei rami. Gli elementi delle armature piegati a vapore entrarono in uso solo all’inizio del XIX secolo.
Le imbarcazioni a fasciame liscio, o “a caravella”, vennero sviluppate nel bacino del Mediterraneo e furono probabilmente un’evoluzione naturale delle barche utilizzate dagli antichi egizi, costruite con brevi assi fissate una accanto all’altra. Come nel caso della costruzione a fasciame accavallato, l’utilizzo di spine o caviglie fu anteriore all’impiego di sistemi di fissaggio metallici. Tra le prime evoluzioni di questo tipo di costruzione vi fu un’armatura costituita da strutture trasversali, quasi equamente spaziate, fissate a una chiglia continua e irrobustite da un paio di falchette che si sviluppavano da prua a poppa. Le giunture venivano sigillate utilizzando stoppa e catrame di legno e materiale di calafataggio, come nei battelli a fasciame accavallato. Nella cosiddetta costruzione liscia-accavallata, sviluppata nel XIX secolo, i bordi delle assi vengono appositamente scanalati in modo che, pur sovrapponendosi, presentino giunture lisce; le sovrapposizioni scanalate vengono poi inchiodate. All’inizio del XX secolo il sistema di costruzione a fasciame accavallato fu quasi del tutto abbandonato a favore della costruzione a caravella; quest’ultima garantisce infatti una maggiore robustezza strutturale, necessaria alle imbarcazioni a motore, e una maggiore velocità, richiesta dalle imbarcazioni a vela utilizzate per le regate.
L’uso del legno compensato, sperimentato negli Stati Uniti attorno al 1918, si diffuse rapidamente, in particolare per le imbarcazioni con modello a ginocchio, cioè con fondo piatto o sagomato a “V”. La tecnica di costruzione a pannelli comporta il fissaggio di fogli piatti di legno compensato alle armature trasversali, alla chiglia e ad altre strutture che garantiscono la robustezza longitudinale. Nella costruzione a legno compensato sagomato, la forma dell’imbarcazione è fissata da armature trasversali temporanee, da sagome e da cantinelle longitudinali (sottili strisce di legno, utilizzate per sigillare e rinforzare i giunti), sopra le quali viene posto il fasciame in due o tre strati. Il primo strato viene steso diagonalmente e fissato alla sagoma mediante cambrette o graffe a “U”; dopo il fissaggio, la sagoma viene sottoposta a riscaldamento e ad alte pressioni, in modo da consentire l’adesione dei diversi strati; infine vengono aggiunti elementi di rinforzo e di collegamento.
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