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Introduzione; Origini e diffusione delle principali colture; Competenze dell’agricoltore; Principali colture destinate all’alimentazione; Prodotti agricoli non destinati all’alimentazione; Nuove colture ; Le colture e l’ambiente
Colture a seminativi In agricoltura, colture di piante destinate alla produzione alimentare umana e animale, alla produzione di fibre, di ingredienti per medicinali e altri prodotti industriali o, ancora, di varietà vegetali destinate a scopi ornamentali. Le prime forme di coltivazione si svilupparono durante l’età della Pietra, circa 10.000 anni fa. Le varietà delle colture attuali si sono evolute progressivamente dalle primitive specie selvatiche, attraverso continue selezioni da parte dell’uomo, volte a ottenere prodotti migliori dal punto di vista qualitativo e quantitativo.
Le colture oggi più diffuse si sono evolute secoli o millenni or sono, intorno ai rispettivi centri di origine. Il grano, l’orzo, l’avena, il miglio, la barbabietola da zucchero e la maggior parte delle leguminose e delle graminacee foraggere si sono sviluppati nella regione compresa tra il Medio Oriente, il Nord Africa e l’Europa meridionale. Il mais, le patate, le arachidi, il girasole e il tabacco, invece, sono piante native del continente americano, la cui diffusione nel resto del mondo iniziò solo nel XVI secolo. La soia, la cipolla, la lattuga e i piselli sono di origine cinese, mentre la canna da zucchero, il riso, la maggior parte degli agrumi e le banane provengono dall’Asia meridionale. Il granoturco e le patate venivano coltivate in tutto il Nord e il Sud America ben prima dell’arrivo degli europei, e le antiche varietà di frumento e di orzo erano distribuite in tutto il Medio Oriente molto prima dell’epoca dei faraoni. Più tardi, quando si svilupparono i trasporti marittimi, i colonizzatori portarono con sé i semi di alcune delle colture dei loro paesi d’origine e le diffusero in tutto il mondo, affiancandole alle coltivazioni locali. Fra il XVI e il XIX secolo la conquista di nuove terre, unita alla necessità di nutrire a basso costo intere popolazioni di schiavi e lavoratori, favorì la diffusione di talune colture su scala mondiale. Nel XX secolo, la sempre minore disponibilità di nuovi terreni coltivabili e la crescita esponenziale della popolazione mondiale ha reso urgente la ricerca di nuove varietà di colture e la messa a punto di tecniche di coltivazione più produttive.
Compito dell’agricoltore è la selezione delle varietà adatte alle caratteristiche del suolo e del clima a disposizione, preparare il terreno, seminare, seguire la crescita delle piante, proteggerle e organizzare la raccolta e lo stoccaggio dei prodotti. Deve essere in grado di controllare le erbe infestanti, gli insetti nocivi e le malattie delle piante e, inoltre, sviluppare capacità imprenditoriali per poter commercializzare vantaggiosamente i propri prodotti.
Numerose sono le categorie di piante coltivate destinate all’alimentazione umana e animale. Tra le più importanti, i cereali costituiscono la base della nutrizione per i tre quarti della popolazione mondiale; le piante foraggere vengono coltivate ovunque per l’allevamento intensivo del bestiame; le diverse varietà di frutta e ortaggi, coltivate e distribuite su scala mondiale anche grazie alle recenti tecnologie di conservazione, sviluppate a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, rappresentano una fetta importantissima della produzione agricola.
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