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Risultati di Windows Live® Search Stieglitz, Alfred (Hoboken, New Jersey 1864 - New York 1946), fotografo, editore e gallerista statunitense. Dopo gli studi in Germania, si stabilì a New York dove lavorò come fotoincisore dal 1890 al 1893. In seguito diresse il periodico “American Amateur Photograph” e nel 1897 ne fondò uno intitolato “Camera Notes”; nello stesso anno aprì a New York la galleria The Camera Club. Nel 1903 divenne redattore ed editore di “Camera Work”, prestigiosa rivista di fotografia e arti figurative, che promuoveva artisti del calibro di Picasso, Matisse, Rodin. Famoso per le sue inedite riprese di edifici e scorci di New York (The Terminal, 1893) e per i ritratti, Stieglitz fu un instancabile animatore culturale: insieme a Edward Steichen, Clarence White e Gertrude Käsebier fondò e diresse nel 1902 la Photo-Secession (vedi Fotografia), movimento di fotografi di formazione pittorialista, che reclamavano ora il diritto della fotografia a essere riconosciuta come forma artistica autonoma, pura e diretta (“straight photography”), svincolata dal confronto o dalla dipendenza dalla pittura. Manifesto del gruppo fu The Steerage (1907). Nel 1905 Stieglitz partecipò insieme a Steichen alla fondazione della 291 Gallery di New York, che divenne presto uno dei centri più dinamici nel panorama dell'arte contemporanea. Esposero presso la galleria nuovi talenti della fotografia, quali Paul Strand, Edward Weston, Ansel Adams, Imogen Cunningham, e celebri pittori tra cui Georgia O'Keeffe – che Stieglitz sposò nel 1924 –, Marsden Hartley, John Marin, Arthur Dove, Max Weber e altri artisti americani d'avanguardia. La produzione fotografica di Stieglitz conobbe quindi una fase dominata dall’attenzione spasmodica al dettaglio, avulso dal contesto, tradotto in una forma pressoché astratta dall’eccessivo ingrandimento; frequenti sono inoltre i richiami al cubismo e all’iconografia della modernità meccanica e automatica. A partire dal 1920 Stieglitz scattò numerose istantanee (grazie anche all’uso di apparecchi fotografici di piccolo formato), che chiamò “equivalenti”, dalle valenze metaforiche: soggetti preferiti divennero cieli profondissimi e fitti di nuvole e paesaggi naturali (soprattutto dei dintorni della sua residenza estiva a Lake George, nello stato di New York). Dal 1925 Stieglitz diresse la Intimate Gallery e, dal 1929 al 1946, lo spazio espositivo An American Place.
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