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Berlioz, Hector

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Hector BerliozHector Berlioz

Berlioz, Hector (Côte-Saint-André 1803 - Parigi 1869), compositore francese, esponente del romanticismo.

Iniziati gli studi di medicina a Parigi, abbandonò l’università per iscriversi al Conservatorio dove studiò sotto la guida del compositore francese Jean-François Le Sueur e del cecoslovacco Anton Reicha. Nel 1830 vinse il prestigioso Prix de Rome, il più importante riconoscimento accordato in Francia ai giovani artisti di tutte le discipline. In seguito, nel 1838, fu nominato conservatore della biblioteca del Conservatorio; la nomina coincise con l’inizio della carriera internazionale di direttore d’orchestra e con quella di critico musicale per il periodico “Journal des Débats”.

La posizione di Berlioz nell’ambito della musica del XIX secolo fu di primo piano: influenzò direttamente la forma sinfonica e l’uso dell’orchestra, come pure l’estetica musicale, impersonando pienamente l’immagine romantica del compositore come grande genio artistico. Lavorò incessantemente alla promozione della nuova musica del suo tempo e, trovandosi costretto a preparare le orchestre in modo specifico perché la eseguissero appropriatamente, educò un’intera generazione di musicisti; divenne inoltre il primo virtuoso della direzione orchestrale.

La sua Symphonie fantastique (1831) determinò una rivoluzione estetica in campo musicale grazie all’uso integrale di un programma letterario (ispirato dalla sua famosa infatuazione per l’attrice irlandese Harriet Smithson, che divenne sua moglie) e fece della musica a programma uno dei generi orchestrali più importanti del romanticismo.

Nell’opera per viola e orchestra Harold in Italia (1834), il suo modo di utilizzare e trasformare un tema ricorrente (la idée fixe, o idea fissa) si avvicinò al genere chiamato poema sinfonico dal compositore ungherese Franz Liszt. Esso venne poi sviluppato da grandi compositori quali Richard Strauss e, soprattutto, Richard Wagner nel Leitmotiv.

Il suo fondamentale Traité d’instrumentation et d’orchestration modernes (Trattato di strumentazione e orchestrazione moderne, 1844), il primo manuale mai scritto su questo argomento, si presentò subito anche come manifesto di una determinata estetica dell’espressione musicale.

Tra le sue composizioni più importanti ricordiamo anche: l’opera Les Troyens (1859-1863), nella quale il suo impeto romantico è frenato da un sobrio classicismo, la sinfonia con soli e coro Roméo et Juliette (1836-1838), la cantata La damnation de Faust (1846), la messa da requiem Grande messe des morts (1837), l’oratorio L’enfance du Christ (1850-1854), l’ouverture Le Carnaval Romain (1844) e l’ouverture della sua opera Benvenuto Cellini (1835-1838).

Fra gli scritti più significativi vanno altresì citati Mémoires (pubblicati postumi nel 1870) e Soirées d’orchestre (1853).

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