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Introduzione; Caratteristiche fisiche; Ciclo vitale; Habitat e diffusione; Colorazione e mimetismo; Famiglie rappresentative
I colori e i motivi delle ali delle farfalle e delle falene rappresentano nella maggior parte dei casi una protezione dai predatori. Alcune specie possiedono falsi occhi o altri segni che distolgono l'attenzione dei nemici dalle parti vitali del corpo, attirandola sulle ali. In molte specie la colorazione è di tipo criptico, vale a dire confonde l’animale con i colori e le forme dell’ambiente in cui vive, sottraendolo alla vista dei predatori. Le farfalle con colorazioni particolarmente evidenti, invece, dette colorazioni di avvertimento, rappresentano un modello di evoluzione molto complesso: durante lo stadio larvale questi insetti assimilano dalle piante di cui si nutrono sostanze tossiche che rendono i loro tessuti disgustosi o velenosi per i predatori; da adulti, con le colorazioni a tinte forti, gialle, rosse o arancioni che assumono, avvertono i potenziali predatori della loro tossicità. Alcune specie innocue hanno evoluto disegni e colorazioni delle ali simili a quelli delle specie non commestibili, approfittando della situazione per proteggersi dagli stessi predatori. Questo tipo di mimetismo è noto come mimetismo batesiano, dal nome del suo scopritore, il naturalista ed esploratore inglese del XIX secolo Henry Bates. Tra i lepidotteri si osserva anche un altro tipo di mimetismo, detto mülleriano, che consiste in una sorta di alleanza tra specie velenose: queste, che nel corso dell’evoluzione hanno sviluppato colorazioni simili, tendono a vivere e volare in gruppo, in modo da ridurre la pressione dei predatori su ciascuna specie.
L’ordine è suddiviso in diverse decine di famiglie. Tra quelle che comprendono specie notturne, la famiglia delle tineidi include piccole farfalline meglio note come tarme, che si nutrono di tessuti di lana; le tortricidi vantano tra i propri membri il baco della mela (Carpocapsa pomonella); i geometridi devono il proprio nome al sistema di locomozione dei bruchi, che procedono a compasso, appoggiando al substrato una per volta le estremità del corpo. Fa parte di questo gruppo la celebre geometra della betulla (Biston betularia), nota come caso evidente di melanismo industriale: in seguito alla diffusione delle fabbriche di lavorazione del carbone, gli insetti mutarono la colorazione da bianco screziato a nero uniforme, per confondersi sui tronchi delle betulle ormai privi di licheni e anneriti dalla fuliggine. Ancora, si citano le famiglie dei nottuidi e degli sfingidi. Tra i lepidotteri diurni, alcune delle famiglie più note sono i papilionidi, che vantano poche specie ma molto appariscenti; i ninfaidi, ben riconoscibili perché dotati di 2 sole paia di zampe (il primo paio è atrofizzato) e i satiridi, generalmente di colorazione bruna, eventualmente punteggiata di nero o di bianco. Classificazione scientifica: I lepidotteri costituiscono un ordine della classe degli insetti, phylum artropodi.
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