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Ofidi

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Serpente a sonagliSerpente a sonagli
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1

Introduzione

Ofidi o Serpenti Sottordine di rettili dell’ordine degli squamati, comprendente animali dal corpo molto allungato e privi di arti. Quest’ultima caratteristica è stata acquisita dai serpenti nel corso dell’evoluzione: come testimoniano i residui vestigiali delle zampe posteriori osservabili in alcune delle forme più primitive, questi animali si svilupparono infatti da rettili dotati di arti.

La maggior parte delle specie abita le regioni tropicali e subtropicali del mondo; esistono varietà adattate a climi estremamente umidi, come quelle delle foreste tropicali, e altre amanti dei climi desertici. Molti serpenti sono dotati di ghiandole velenifere, il cui secreto viene iniettato nel corpo delle prede per immobilizzarle e ucciderle. Con la loro dieta carnivora, i serpenti svolgono in molti casi un importante ruolo ecologico, soprattutto nel controllo di animali come i roditori, che tendono a moltiplicarsi molto rapidamente.

2

Caratteristiche fisiche

Il corpo dei serpenti è lungo e affusolato, nella maggior parte delle specie a sezione circolare; fanno eccezione i serpenti di mare (idrofidi) e quelli arboricoli, molti dei quali sono appiattiti lateralmente. Le dimensioni variano da 10 cm ai circa 10 m di alcuni boidi. Per assecondare l’allungamento del corpo, la disposizione degli organi interni è singolare; in particolare, dei polmoni rimane funzionale solo il destro, che è sproporzionatamente lungo e sottile; il sinistro invece è atrofizzato.

2.1

Il tegumento e la muta

Il tegumento esterno dei serpenti è costituito da uno strato di squame di materiale corneo di origine epidermica, disposte in file regolari e di solito embricate come le tegole di un tetto. Le squame situate sul dorso e sui fianchi sono generalmente più piccole di quelle presenti sul capo e sulla superficie ventrale. La pellicola cornea superficiale viene periodicamente eliminata e sostituita. Questa comprende anche il rivestimento trasparente dell'occhio: i serpenti, infatti, non hanno palpebre mobili e l'occhio, tenuto costantemente aperto, viene protetto proprio da questa membrana trasparente fissa. La frequenza della muta (o ecdisi) varia da una specie all'altra e, in taluni casi, anche da un individuo all’altro nell’ambito di una stessa specie, a seconda delle dimensioni e dell'età: i serpenti giovani in rapida crescita mutano la pelle più spesso degli individui maturi. In generale, la periodicità della muta varia da una ogni 20 giorni a una ogni anno.

2.2

Apparato scheletrico

Il corpo lungo e sottile del serpente è sostenuto da numerose vertebre (mai meno di 100 e in talune specie più di 500); ciascuna di esse reca un paio di costole (coste), tranne le prime due che connettono la testa alla colonna vertebrale. Lo scheletro ha una struttura leggera e consente grande libertà di movimento. Il cranio è costruito in modo tale da permettere al serpente di inghiottire grossi pasti in rapporto alle dimensioni della sua testa e del suo corpo. Questa mobilità si riscontra in modo particolare nelle due ossa della mandibola, che sono articolate al cranio mediante un osso corto e mobile e sono unite anteriormente solo da un legamento elastico. Le coste, aperte ventralmente, permettono anch’esse il transito lungo il tubo digerente di alimenti di grandi dimensioni.

Sia la mascella che la mandibola presentano numerosi denti acuminati, incurvati verso la parte posteriore della bocca. I denti sono disposti in sei file parallele all'asse longitudinale della testa, con due file su ciascun lato della mascella e uno su ciascun lato della mandibola. Quando il serpente cattura la sua preda, i denti ricurvi gli consentono di trattenerla nella cavità boccale. Sebbene la maggior parte dei pasti venga inghiottita rapidamente, in caso di bocconi molto voluminosi il processo può durare alcune ore. I grandi pitoni possono divorare animali pesanti fino a 60-70 kg.

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