Elementi correlati
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Renoir, Pierre-Auguste

Risultati di Windows Live® Search

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search

Renoir, Pierre-Auguste

Articolo
Multimedia
Renoir: Ritratto di Claude MonetRenoir: Ritratto di Claude Monet
Struttura articolo
1

Introduzione

Renoir, Pierre-Auguste (Limoges 1841 - Cagnes-sur-Mer 1919), pittore francese, tra le figure principali del movimento impressionista. Nato da padre sarto e madre operaia, si formò come decoratore a Parigi, dove la famiglia si era trasferita, occupandosi dapprima di porcellane, quindi di ventagli e tessuti.

Nel 1862 si iscrisse all’Ecole des Beaux-Arts, seguendo i corsi del pittore svizzero Charles Gleyre; presso lo studio di quest’ultimo conobbe Claude Monet, che insieme a Gustave Courbet esercitò una profonda influenza sui suoi esordi pittorici. Negli anni seguenti strinse amicizia con Alfred Sisley, Frédéric Bazille, Camille Pissarro, ed entrò in contatto con importanti esponenti del mondo culturale parigino quali Zola, Huysmans, Baudelaire, Nadar.

Studiò con impegno e passione i maestri del passato, copiando le loro opere al Louvre (predilesse Fragonard, Boucher, Watteau, maestri della luce e dell’uso sensuale del colore), e guardò con interesse ai grandi contemporanei, in particolare a Eugène Delacroix e a Jean-Auguste-Dominique Ingres.

2

Gli esordi

Accolto per la prima volta al Salon nel 1864 con Esmeralda che danza, opera non lontana dai canoni accademici, passò presto a una più decisa sperimentazione pittorica, dipingendo en plein air nella foresta di Fontainebleau insieme agli amici che più tardi saranno riconosciuti come impressionisti. La prima testimonianza significativa di questa ricerca pittorica è La locanda di Mère Anthony, una scena d’interno, nella quale si ravvisa il modello di Courbet e Diaz de la Peña; seguirono i paesaggi e i soggetti all’aperto sui quali si cimentava insieme a Monet, come La Grenouillère (1869, in tre versioni: Nationalmuseum, Stoccolma; collezione Reinhart, Winterthur; Museo Puškin, Mosca) e Vele ad Argenteuil (1874, Museum of Art, Portland).

Nel 1874 Renoir partecipò alla prima mostra della neonata Société Anonyme des artistes, peintres, sculpteurs, graveurs, allestita nello studio del fotografo Nadar, insieme a Monet, Degas, Sisley, Cézanne, Morisot, Boudin, Pissarro; mostra che passò alla storia come la prima esposizione degli impressionisti; tra le sue tele spiccava Il palco, conservato presso le Courtauld Institute Galleries di Londra. L’esposizione inaugurò il periodo delle sue opere più celebri, tra cui Le Moulin de la Galette (1876, Musée d’Orsay, Parigi), eseguita en plein air, straordinaria per i vibranti effetti di luce che definiscono il movimento del ballo e la vivacità della folla.

3

Impressionismo e tradizione

Parallelamente alla sua produzione impressionista, Renoir continuò a praticare una pittura per molti versi più tradizionale, nella quale un ruolo fondamentale è ancora riservato alla linea e al disegno, pur non disgiunti da una sapiente sperimentazione sul colore. Grande successo riscosse il pittore presso la borghesia parigina con il genere del ritratto: tra le tele più celebri, vanno ricordate Madame Georges Charpentier con i figli (1878, Metropolitan Museum of Art, New York) e Jeanne Samary (1879, Musée d’Orsay), entrambe ammesse ai Salon ufficiali.

Gli anni Ottanta, inaugurati con la famosa Colazione dei canottieri (1880-81, Phillips Collection, Washington), furono per Renoir anni di viaggi, di scoperte e di conferme. Fu in Algeria e poi in Italia, dove rimase folgorato dall’eleganza e dall’equilibrio di Raffaello. Quindi nel 1887 terminò la tela Le grandi bagnanti (1884-1887, Museum of Art, Philadelphia), accolta all’esposizione internazionale di Georges Petit: eseguita in studio, l’opera segna la netta presa di distanza dalla tecnica impressionista, proponendo un deciso recupero della linea, del contorno preciso, della forma classicheggiante riletta in chiave decorativa. Nel 1892 la grande retrospettiva delle opere di Renoir organizzata da Durand-Ruel attestava l’enorme riconoscimento di cui ormai godeva l’artista.

Negli ultimi vent’anni della sua vita Renoir, colpito dall’artrite, continuò comunque a dipingere facendosi legare il pennello alla mano. La sua ricerca stilistica proseguì instancabilmente, alternando una tendenza idealizzante, in cui si avverte il richiamo a Ingres (espressa soprattutto nei nudi), a un appassionato studio sul colore, nel quale un ruolo fondamentale ebbe la riflessione su Tiziano. Le ultime Bagnanti (1918-19, Musée d’Orsay, Parigi) sono considerate, per resa plastica e attenzione alla materia cromatica, un’anticipazione del filone “classico” del Novecento, di cui furono interpreti, tra gli altri, Pablo Picasso e Giorgio de Chirico.

Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft