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Matta Echaurren, Roberto Sebastián

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Matta Echaurren, Roberto Sebastián (Santiago 1911 - Civitavecchia, Roma 2002), pittore francese di origine cilena. Studiò architettura dapprima a Santiago, poi a Parigi (nel 1934-35) con Le Corbusier. A Madrid conobbe Pablo Neruda, che lo introdusse a Salvador Dalí. Dal 1937 si avvicinò al surrealismo e intrecciò contatti e relazioni amicali con importanti esponenti dell'avanguardia artistica europea, tra cui Marcel Duchamp e Joan Miró. Dal 1939 al 1948 visse a New York, dove conobbe André Breton, Max Ernst, Yves Tanguy e André Masson.

Nei suoi lavori del periodo surrealista, Matta intese esprimere il lato onirico della civiltà tecnologica contemporanea: secondo la sua lettura, attraverso la moderna tecnologia l'uomo esprime la sua parte inconscia e irrazionale, negativa e confusa, mascherata di razionalità scientifica (Ascoltate vivere, 1941, Museum of Modern Art, New York). Le Morfologie psicologiche (1938-39, Art Gallery of Ontario, Toronto) descrivono un universo fantastico e fantascientifico, in cui fluttuano creature misteriose e grafismi dall'aspetto di messaggi cifrati (realizzati con la tecnica della “pittura automatica”, atta alla trasposizione quanto più possibile immediata degli impulsi inconsci). Durante il soggiorno americano, l’opera di Matta esercitò un influsso decisivo su Arshile Gorky e sulla gestazione dell'espressionismo astratto.

Nel 1948 fece ritorno in Europa, dichiarando la sua presa di distanza dal movimento surrealista. Le sue composizioni iniziarono a popolarsi di esseri ibridi, automi-insetti dall'aspetto minaccioso (La vertigine di Eros, 1944, Museum of Modern Art, New York; Hermala II, 1948, Art Museum of America, Washington). I colori divennero sempre più acidi, violenti, in particolare nelle tele degli anni Cinquanta, dedicate a immaginifiche configurazioni astrali e cosmonauti sperduti in spazi infiniti.

Negli ultimi decenni Matta si è interessato alle potenzialità creative del computer, mettendo a punto procedimenti tecnici (con l’ausilio di software per la manipolazione delle immagini) che paiono la naturale evoluzione degli esperimenti di pittura automatica. Recentemente ha paragonato la sua ricerca espressiva e conoscitiva al lavoro dell’astronomo, che ormai non utilizza più il telescopio, ma lavora su equazioni e calcoli matematici, scoprendo cose negate all’occhio umano.

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