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Campanella, Tommaso (Stilo, Reggio Calabria 1568 - Parigi 1639), filosofo italiano. Nato Giovanni Campanella, entrò nell'ordine dei domenicani (cambiando il nome in Tommaso) e vi compì gli studi. Eccentrico rispetto alla cultura dominante, nel 1599 fu arrestato perché accusato di eresia e di cospirazione contro il governo spagnolo di Napoli. Fintosi pazzo per evitare la pena capitale, trascorse 27 anni nella prigione napoletana: qui scrisse il suo capolavoro, La Città del Sole (1602), che descrive una società ideale ispirata al modello della Repubblica di Platone. Uscì dal carcere nel 1626, ma, nuovamente perseguitato, fu costretto a cercare rifugio in Francia. Le sue opere, 82 in tutto, si occupano di numerose questioni filosofiche; fra i suoi trattati vanno segnalate la Theologia (1613, terminata nel 1624), la Metaphysica (terminata nel 1623) e l'Apologia pro Galilaeo (1616), in difesa di Galileo Galilei.
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Metafisica: l'animazione universale
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Campanella riprese e ampliò le concezioni fisiche di Telesio, che spiegavano tutti i fenomeni naturali come prodotti della duplice azione del caldo e del freddo sull'unica materia comune a tutti i corpi. Partendo da questa teoria e procedendo in direzione di una metafisica naturalistica, Campanella sostenne la dottrina dell'universale animazione di tutte le cose, fondata sul presupposto della magia. Tutte le cose sono infatti dotate di sensibilità, quindi di vita e di un'anima, così come vi è un'anima che è propria del mondo nella sua totalità. Si trattava di una prospettiva che Campanella condivideva con altri filosofi dell'età rinascimentale (come ad esempio Telesio e Bruno), ma che risultò ben presto obsoleta dinnanzi alla nascita della nuova scienza meccanicistica della natura, di cui in Italia il maggiore interprete fu Galileo Galilei.
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Principi del sapere: la conoscenza di sé
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Tutta la conoscenza, secondo Campanella, si riduce a sensibilità: l'anima umana, però, è dotata anche del 'senso di sé', cioè di una conoscenza 'innata' di se stessa, che è la condizione di ogni altra conoscenza (o conoscenza 'aggiuntiva'), pur essendo oscurata a causa di quest'ultima. In questa dottrina alcuni interpreti hanno visto una tesi vicina al principio dell'autocoscienza formulato da Cartesio, mentre altri hanno sottolineato come il 'senso di sé' teorizzato da Campanella sia sensibilità e non pensiero, diversamente dalla concezione cartesiana dell'io.
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Principi dell'essere: le primalità
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Alla dottrina dell'universale animazione si riallaccia anche la concezione delle tre 'primalità', secondo cui tutte le cose sono formate da tre tendenze originarie del loro essere: il 'poter essere', il 'saper essere' e il 'voler essere'. Occorre però distinguere Dio, in cui le primalità non sono limitate dal non essere, e gli enti o le cose da lui create, le quali sono limitate anche dalle primalità del non essere: 'impotenza', 'insipienza' e 'odio'.