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Introduzione; Composizione; Formazione del sangue (emopoiesi); Coagulazione; Reazioni omeostatiche; Malattie del sangue
Sangue Tessuto liquido circolante all’interno dei vasi del sistema circolatorio. Il sangue è classificato tra i tessuti connettivi, in quanto è formato da elementi cellulari dispersi in una sostanza intercellulare amorfa, e perché mette in relazione parti diverse del corpo. Per le sue proprietà, che lo rendono estremamente differente da altri tipi di connettivo, può comunque essere considerato in modo indipendente. Il sangue ha la funzione di distribuire le sostanze nutritive in tutte le cellule del corpo, e di asportarne le sostanze di scarto (vedi Apparato digerente; Apparato urinario); inoltre trasporta i gas respiratori, ossigeno e anidride carbonica, (vedi Respirazione) e le cellule preposte alla difesa dell’organismo (vedi Sistema immunitario). Quando si arricchisce di ossigeno nei polmoni e scorre nelle arterie, il sangue è di colore rosso vivo, mentre diventa rosso bluastro quando ha ceduto l’ossigeno ai tessuti per nutrirli e sta tornando ai polmoni attraverso i capillari e le vene. Il flusso continuo del sangue è prodotto dall’attività di pompaggio effettuata dal cuore.
Il sangue presenta due componenti: una liquida, che prende il nome di plasma; e una corpuscolata, i cui costituenti sono detti “elementi figurati” e comprendono i globuli rossi (eritrociti), i globuli bianchi (leucociti) e i trombociti (piastrine). Nel plasma le cellule sospese che costituiscono la parte corpuscolata del sangue formano il 44% circa del volume complessivo del sangue. Il sangue ha una densità relativa compresa tra 1,056 e 1,066. In un adulto sano di media corporatura il volume del sangue è compreso tra 4,5 e 5 litri. Il plasma è formato in gran parte da acqua, un mezzo che facilita la circolazione dei molti fattori indispensabili presenti nel sangue. Un mm³ di sangue umano contiene circa 5 milioni di eritrociti (o globuli rossi), 5-10 milioni di leucociti (o globuli bianchi) e 150.000-400.000 trombociti (o piastrine). Il sangue contiene, inoltre, molti sali, sostanze organiche e gas in soluzione. Dal plasma si può separare un liquido, il siero, che corrisponde al plasma cui viene sottratta una sostanza, il fibrinogeno, coinvolta nel processo di coagulazione. La valutazione dei valori dei parametri sanguigni viene comunemente effettuata mediante l’analisi del sangue su un campione prelevato da una vena del braccio; attraverso questa semplice indagine è possibile evidenziare condizioni patologiche eventualmente presenti nel paziente.
Il plasma è una sostanza complessa, composta soprattutto di acqua. Contiene inoltre: proteine; sostanze inorganiche come il sodio, il potassio, il cloruro, il carbonato e il bicarbonato di calcio; zuccheri; ormoni; enzimi; lipidi; amminoacidi; e prodotti di scarto come l’urea e la creatinina. Queste sostanze sono tutte presenti in quantità minime. Le principali proteine del plasma comprendono l’albumina, la cui funzione principale è il mantenimento della pressione osmotica del sangue e quindi il controllo della sua tendenza a diffondere attraverso le pareti dei vasi; una decina o più di altre proteine, tra cui il fibrinogeno e la protrombina, che prende parte alla coagulazione; le agglutinine, che provocano la reazione di agglutinazione tra campioni di sangue di gruppi diversi e responsabili di una forma di shock chiamata shock anafilattico; molti tipi di immunoglobuline, tra cui gli anticorpi, che assicurano l’immunità contro molte malattie. Altre importanti proteine plasmatiche sono deputate al trasporto di nutrienti indispensabili ai tessuti come il rame, il ferro, altri metalli e vari ormoni. La separazione delle proteine plasmatiche, tecnica impiegata per studiare separatamente le proprietà dei diversi tipi di proteine, venne eseguita per la prima volta negli anni Venti del Novecento, mentre il loro frazionamento su larga scala, che consente l’uso delle singole frazioni, fu ottenuto nel corso della seconda guerra mondiale. Ciò ha permesso di utilizzare l’albumina come sostituto del sangue o del plasma nelle trasfusioni, le gammaglobuline per la protezione a breve termine contro malattie come il morbillo e la parotite e la globulina antiemofilica per curare l’emofilia.
Gli eritrociti hanno la forma di dischi tondeggianti, concavi da entrambi i lati, del diametro di circa 7,5 millesimi di mm. Negli esseri umani e nella maggior parte degli altri mammiferi, un eritrocita maturo non possiede un nucleo, mentre in alcuni vertebrati i globuli rossi sono ovali e dotati di nucleo. In alcune situazioni patologiche caratterizzate da una veloce produzione di eritrociti (come nelle emorragie croniche) alcuni eritrociti mantengono parti del nucleo originale e prendono il nome di reticolociti. L’emoglobina, una proteina coniugata che conferisce al sangue il suo caratteristico colore rosso dovuto al pigmento (eme) contenente ferro, è presente negli eritrociti. Essa ha la capacità di legare ossigeno formando ossiemoglobina; tale combinazione è reversibile quando la tensione di ossigeno è bassa, come si verifica nei tessuti del corpo: qui l’emoglobina cede l’ossigeno e raccoglie l’anidride carbonica, trasportandola poi fino agli alveoli polmonari, dove viene trasferita all’aria che sarà eliminata durante la respirazione.
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