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Struttura articolo
Introduzione; Composizione; Formazione del sangue (emopoiesi); Coagulazione; Reazioni omeostatiche; Malattie del sangue
I leucociti comprendono tre tipi di cellule: i granulociti, dotati di nuclei multilobati, i linfociti e i monociti, dotati di nuclei tondeggianti. I primi includono i neutrofili, capaci di ingerire e distruggere i batteri, gli eosinofili, che aumentano di dimensioni e si attivano in presenza di alcune infezioni e allergie, e i basofili, che secernono un anticoagulante chiamato eparina e una sostanza che stimola la reazione infiammatoria, nota come istamina. I linfociti svolgono un ruolo fondamentale nella produzione degli anticorpi e nell’immunità cellulare, mentre i monociti ingeriscono le sostanze estranee inglobandole per fagocitosi e promuovendo l’attività anticorpale; entrambi sono costituenti importanti del sistema immunitario.
I trombociti, più comunemente chiamati piastrine, sono piccoli derivati cellulari tondeggianti, privi di nucleo, di diametro pari a circa un terzo di quello degli eritrociti. Aderiscono alle pareti dei vasi sanguigni nella sede di una lesione, in modo da riempire la superficie della lacerazione. Esse liberano sostanze coagulanti che provocano la formazione locale di tromboplastina, un composto che contribuisce alla formazione del coagulo e che costituisce il primo passo nella guarigione di una lesione.
Altre sostanze presenti nel plasma sono gli ormoni, prodotti dalle ghiandole endocrine, le immunoglobuline, fabbricate da linfociti e plasmacellule, e altri elementi, di origine alimentare e assorbiti nel tratto intestinale dell’apparato digerente.
Gli eritrociti si formano nel midollo osseo e, dopo una vita media di 120 giorni, vengono degradati ed eliminati dalla milza. I granulociti e i trombociti si formano anch’essi nel midollo osseo, mentre i linfociti vengono prodotti nel timo e a livello del sistema linfatico. Anche questi elementi hanno vita breve e vengono continuamente distrutti e sostituiti. I componenti del plasma si formano in diversi organi, tra cui il fegato, che sintetizza l’albumina e il fibrinogeno, assorbe dal sangue lo zucchero e, nello stesso tempo, vi libera elementi importanti come il sodio, il potassio e il calcio.
Una delle proprietà più importanti del sangue è la sua capacità di coagularsi al di fuori dell’organismo. Nell’organismo si può formare un coagulo di sangue in risposta a una lesione dei tessuti come la lacerazione di un muscolo, un taglio o una ferita. Nei vasi il sangue è fluido, ma poco dopo essere stato prelevato diventa viscido e si addensa in una massa gelatinosa; questa, poi, si scompone in un coagulo, rosso e duro, che galleggia sul siero, un liquido trasparente di colore paglierino. Il coagulo è formato quasi interamente da eritrociti racchiusi in un reticolo di sottili fili di fibrina. La fibrina non è presente già formata nel sangue, ma viene fabbricata a partire dal fibrinogeno attivato per azione della trombina. Quest’ultima, a sua volta, non è presente nel sangue circolante, ma si forma a partire dalla protrombina, attivata attraverso un complesso processo che coinvolge i trombociti, alcuni sali di calcio e sostanze prodotte dal tessuto leso. Se manca uno di questi fattori, la formazione del coagulo è difettosa. Ad esempio, l’aggiunta di citrato di sodio rimuove gli ioni calcio dal sangue e, quindi, impedisce la formazione del coagulo. La carenza di vitamina K rende impossibile la formazione di una quantità adeguata di protrombina nel sangue; la concentrazione delle diverse proteine della coagulazione o dei trombociti può essere alterata da alcune malattie.
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