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Gregorio VII

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Gregorio VIIGregorio VII
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1

Introduzione

Gregorio VII (Soana, oggi Sovana, Grosseto 1020 ca. - Salerno 1085), papa (1073-1085) e santo. Grande riformatore, affermò il primato della Chiesa nei confronti del potere secolare, guidandola nella prima fase del conflitto con il Sacro romano impero.

Al secolo Ildebrando da Soana, nato da una famiglia di origini modeste, fu eletto papa in un momento in cui i pontefici erano impegnati in una vigorosa campagna per il rinnovamento della Chiesa: a questo proposito l’importanza di Gregorio fu tale che ancora oggi si parla di “riforma gregoriana”. Avocandosi il compito delle investiture episcopali, il papato si scontrò con i sovrani secolari, che rivendicavano il diritto di elezione delle somme cariche ecclesiastiche nei propri territori, al fine di nominare vescovi e abati che incrementassero le finanze e il potere politico dell’imperatore, senza preoccuparsi della loro missione evangelica.

2

Il Dictatus papae

Gregorio venne eletto per acclamazione il 22 aprile 1073, e subito si dedicò alle riforme. I rapporti con l’imperatore Enrico IV, già problematici, peggiorarono in seguito alle severe misure promulgate da Gregorio nel sinodo romano del 1075 per eliminare la simonia e per promuovere il celibato del clero. Il sinodo, per mezzo del Dictatus papae, proibì, in particolare, l’investitura laica, il diritto reclamato da re e imperatori di conferire ai prelati i simboli della loro autorità spirituale. Enrico reagì a questo e agli altri provvedimenti di Gregorio deponendolo, e il pontefice contrattaccò inviandogli contro la scomunica: l’episodio segnò l’inizio della lotta per le investiture.

3

Da Canossa all’esilio

Il papa e l’imperatore si riconciliarono per un breve periodo nel 1077, quando Enrico fece penitenza fuori delle mura del castello di Canossa, implorando il perdono papale. Il conflitto, però, si riaccese presto, rinvigorito dalla guerra (1077-1080) provocata dalle pretese al trono imperiale di Rodolfo di Svevia e dal rinnovo della scomunica del papa, che sosteneva Rodolfo. Enrico fece allora nominare un antipapa, Clemente III. La morte di Rodolfo e la sconfitta delle truppe di Matilde di Canossa, potente alleata del papa, spinsero Enrico ad assediare Roma e a conquistarla nel 1084 con il sostegno del popolo in rivolta. Costretto a lasciare la città, il pontefice morì in esilio a Salerno l’anno successivo.

Il pontificato di Gregorio VII fu uno dei più tumultuosi e controversi della storia; la forza e la perseveranza con cui il pontefice agì gli valsero seguaci fedeli e nemici implacabili. Apparentemente insostenibile all’epoca della sua morte, la sua riforma, iniziata con il Dictatus papae, gradualmente guadagnò largo seguito nella sua versione più moderata. Egli pose le basi per una Chiesa moralmente rigenerata, per una più profonda distinzione tra il ruolo del clero e quello dei laici, e per una maggiore centralizzazione dell’autorità del papato. Gregorio venne canonizzato nel 1606 da papa Paolo V.

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