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Arnold, Matthew

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Arnold, Matthew (Laleham, Middlesex 1822 - Liverpool 1888), poeta e critico britannico. Dopo aver viaggiato in Europa e insegnato a Rugby, nel 1857 ottenne la cattedra di poesia a Oxford, e nell’arco di pochi anni il suo interesse per la critica letteraria prevalse su quello per la produzione poetica. Nel 1883 fece il primo giro di conferenze negli Stati Uniti, dove, dopo essersi ritirato dall’insegnamento, ritornò nel 1886.

La sua prima raccolta poetica, Il festaiolo smarrito e altre poesie, passò quasi inosservata quando uscì, anonima, nel 1849. Trovò migliore accoglienza Empedocle sull’Etna e altre poesie (1852), che nell’edizione del 1853 si arricchì di componimenti quali Lo zingaro sapiente e Sohrab e Rostum, oltre che di una nuova prefazione che definiva il ruolo del poeta in un’epoca “arente di grandezza morale”. Gli stessi temi animano i versi della raccolta del 1855, dove le Stanze scritte alla grande Certosa descrivono il turbamento e il dubbio religioso del poeta. Al 1858 risale la tragedia in versi Merope, cui seguì nel 1867 l’ultima raccolta, New Poems, che comprendeva Thyrsis.

L’opera saggistica di Arnold affronta il dibattito sull’insegnamento, sulla letteratura, sulla critica letteraria e sul ruolo dello scrittore nella cultura del tempo. Malgrado i dubbi religiosi, Arnold sostenne nei suoi scritti i valori e la verità del cristianesimo contro il dogmatismo convenzionale. Nei Saggi critici (1865 e 1888) e in Cultura e anarchia (1869), probabilmente le due maggiori raccolte di saggi, attaccò il materialismo e l’ipocrisia della classe media e la chiusura provinciale della cultura inglese. Nel saggio England and the Italian Question (1859) si espresse favorevolmente riguardo all’unità e all’indipendenza dell’Italia.

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