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Risultati di Windows Live® Search Bruegel, Jan (Bruxelles 1568 - Anversa 1625), pittore fiammingo, secondogenito di Pieter Bruegel il Vecchio e, tra i suoi figli, il più dotato di talento. Per il suo stile raffinato fu detto “dei Velluti”, mentre la specificazione “Jan il Vecchio” fu coniata per distinguerlo dal figlio omonimo. Crebbe presso la nonna Maria Bessemers, valente miniaturista, dalla quale apprese alcune tecniche pittoriche di originale sperimentazione. Si fece conoscere e apprezzare ad Anversa, dedicandosi inizialmente alla pittura di soggetti floreali e nature morte, ma anche alla rappresentazione di scene infernali che risentono della forza espressiva del padre Pieter. Nei primi anni Novanta del Cinquecento partì per un lungo viaggio in Europa: fu in Germania e quindi in Italia, a Napoli e a Roma. Nella città capitolina conobbe il cardinale Federico Borromeo, di cui divenne pittore di fiducia; nel 1595 seguì il suo mecenate – divenuto arcivescovo – a Milano, dove entrò in contatto con numerose famiglie altolocate. L'anno seguente tornò ad Anversa e lavorò a Bruxelles per l'arciduca Alberto e l'infanta Isabella. Jan Bruegel fu pittore particolarmente apprezzato per i dipinti di paesaggio, popolati da figure bibliche e mitologiche, e per gli sfondi (scene campestri, fiori, animali) che realizzava per vari ritrattisti, tra i quali Pieter Paul Rubens. Collaborò inoltre con Joost de Momper, completando i suoi quadri paesaggistici con dettagli e figurine. Tra le sue opere, conservate nei maggiori musei europei, si ricordano Paesaggio boschivo (1597, Alte Pinakothek, Monaco) e La battaglia di Arbelles (1610, Louvre, Parigi). Proseguì la sua attività artistica il figlio Jan il Giovane (1601-1678), che lasciò a sua volta la bottega ai cinque figli.
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