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Risultati di Windows Live® Search Man Ray Pseudonimo di Emmanuel Radnitsky (Philadelphia 1890 - Parigi 1976), pittore, fotografo e regista statunitense, figura fondamentale dell’avanguardia artistica parigina degli anni Venti. Con Francis Picabia e Marcel Duchamp fondò la rivista “291”, anticipando molte delle tematiche che sarebbero confluite nel gruppo dada di New York, cui i tre artisti aderirono nel 1917. Nel 1921 si trasferì a Parigi dove, sotto l’influenza di Duchamp, cominciò a lavorare con materiali insoliti e secondo tecniche nuove, ad esempio utilizzando l’aerografo per dipingere su vetro. I suoi ready-made – oggetti qualsiasi assurti a rango d’opera d’arte, secondo la poetica dadaista – furono spesso realizzati con oggetti di provenienza industriale. Famosissimi sono Compass (1920, Metropolitan Museum of Art, New York), composizione di un magnete e una pistola, allusione all’imprevedibilità dei campi di forza; Il dono (The Gift, 1921, Museum of Modern Art, New York), un ferro da stiro con la superficie inferiore irta di chiodi; Oggetto perduto (1923), un metronomo con un ritaglio fotografico raffigurante un occhio; Senza titolo (1929, Museum of Modern Art, New York), una mela con un chiodo-picciòlo. Man Ray fu inoltre tra i primi a sperimentare l’arte cinetica, creando opere composte da parti mobili. Inizialmente influenzato dallo statunitense Alfred Stieglitz, Man Ray fu anche apprezzato fotografo: celebri sono i suoi ritratti di Joyce, Eliot, Matisse, Ernst, Brancusi, Hemingway. Un posto di rilievo nella storia della fotografia occupano gli esperimenti da lui chiamati “rayogrammi”, condotti a Parigi dal 1921 appoggiando oggetti a superfici fotosensibili poi investite in vario modo da fasci di luce (molte di queste immagini astratte ma misteriosamente allusive sono raccolte nell’album Champs délicieux, pubblicato nel 1922). Nel 1924 aderì al surrealismo e negli anni seguenti partecipò alla realizzazione di film sperimentali come Le retour à la raison (1923) e L’Etoile de mer (1928). In seguito all’occupazione nazista del 1940 lasciò la Francia per gli Stati Uniti, dove concentrò le sue ricerche sull’opposizione parola-immagine (Equazioni shakespeariane, 1948-1954). Tornato a Parigi nel 1951, si dedicò prevalentemente alla pittura (Love Fingers, 1961, Collezione Mesens, Londra). Nel 1963 pubblicò la sua autobiografia, dal titolo Autoritratto.
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