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Vaiolo

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Eruzione cutanea da vaioloEruzione cutanea da vaiolo
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Introduzione

Vaiolo Malattia virale acuta, altamente contagiosa e in genere a esito fatale, causata da virus del gruppo dei poxvirus. Ha dato luogo, in passato, a gravi epidemie, rappresentando una delle principali cause di morte.

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Sintomi

Dopo un'incubazione di 10-12 giorni, in cui la malattia è asintomatica, la prima fase del vaiolo è caratterizzata da febbre alta e prostrazione (stadio invasivo), seguite dopo 3-4 giorni dalla comparsa di un’eruzione cutanea (rash cutaneo), localizzata soprattutto sul viso, sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi (stadio eruttivo). Nei successivi 6-10 giorni si verifica l’abbassamento della febbre, mentre l'eruzione progredisce con la comparsa di vesciche. Il rialzo della temperatura corporea segna il passaggio al secondo stadio della malattia, durante il quale le pustole divengono infette a causa della colonizzazione batterica (stadio suppurativo), la cute tende a formare edemi e le condizioni generali del paziente peggiorano notevolmente. L’essiccazione delle vesciche porta alla formazione di croste il cui distacco lascia cicatrici indelebili. Il decesso da vaiolo è dovuto a complicanze polmonari, cardiache e cerebrali.

La trasmissione avviene sia in modo diretto, cioè da individuo malato (contagioso dal terzo giorno dell’esordio della malattia al termine della fase eruttiva) a individuo sano; sia in modo indiretto, ovvero mediante il contatto con indumenti dei pazienti o tramite vettori come gli insetti. Il contagio avviene principalmente per le vie respiratoria e digerente, e anche per contatto cutaneo.

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Vaccinazione e scomparsa del vaiolo

Non esiste una vera e propria terapia del vaiolo, a parte la profilassi immunitaria, cioè la somministrazione di un vaccino che prevenga l’infezione. Fu il medico britannico Edward Jenner, il 14 maggio 1796, a sperimentare per la prima volta tale pratica, che rappresentò anche la prima vaccinazione in assoluto. Fino a quel momento, in molti paesi come l’India e la Cina, era ancora applicata la tecnica della vaiolizzazione, che consisteva nell’applicazione sulla cute di soggetti sani di materiale purulento prelevato da quelli malati; in tal modo, si determinava una forma di vaiolo attenuata e non mortale. La vaccinazione eseguita da Jenner venne effettuata impiegando materiale derivante da vaiolo bovino, che sottoponeva il soggetto vaccinato a minori rischi.

Nel 1967 l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) lanciò una campagna mondiale di vaccinazione contro il vaiolo. A quell'epoca ogni anno si contavano da 10 a 15 milioni di casi nuovi, con oltre 2 milioni di morti. Il programma di vaccinazione su scala mondiale portò a registrare un ultimo caso di vaiolo nell’ottobre 1977 in Somalia e, nel maggio 1980, alla dichiarazione di avvenuta eradicazione della malattia da parte dell’OMS. Il virus del vaiolo fu mantenuto in colture controllate in alcuni laboratori, con l’obiettivo di distruggerne le scorte nel 1993. In realtà, la sua completa distruzione non è avvenuta.

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