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Fegato

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Apparato digerente umanoApparato digerente umano
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1

Introduzione

Fegato Organo ghiandolare dell’apparato digerente, localizzato nel quadrante superiore destro dell’addome. Il più grosso organo del corpo umano, il cui peso è di circa 1,5 kg, svolge molteplici e complesse funzioni nell’ambito della digestione e dei processi metabolici dell’organismo.

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Anatomia

Il fegato ha una forma grossolanamente triangolare, di colore rosso scuro e suddiviso in lobi visibili a occhio nudo. È protetto dalla membrana del peritoneo e da una capsula di tessuto connettivo. A livello microscopico, il fegato appare costituito da numerose subunità, i lobuli, che formano il parenchima dell’organo, sostenuto da una trama (stroma) di lamine connettivali che si infiltrano nella massa del tessuto epatico dalla capsula che lo riveste. I lobuli sono tra loro separati da zone dette spazi portali. In ciascun lobulo si riconoscono colonne di cellule epatiche (epatociti). Alcune colonne delimitano i canalicoli biliari, in cui si raccoglie la bile secreta dagli stessi epatociti; i canalicoli confluiscono formando dotti sempre più grandi, che terminano nel dotto epatico comune. Insieme al dotto proveniente dalla colecisti (dotto cistico), il dotto epatico comune forma il dotto coledoco che sbocca nell’intestino tenue, a livello del duodeno.

A differenza degli altri organi, il fegato ha due fonti di irrorazione sanguigna: l'arteria epatica, che porta il sangue ossigenato proveniente dal cuore, e la vena porta, che trasporta il sangue ricco delle sostanze di origine alimentare che giungono dallo stomaco e dall'intestino. Quando questi vasi entrano nel tessuto ghiandolare del fegato, si suddividono tra gli spazi microscopici esistenti tra file di cellule epatiche, detti sinusoidi. L'arteria epatica si diparte dall'aorta, mentre il sangue che lascia il fegato viene raccolto nelle vene sovraepatiche, che confluiscono nella vena cava inferiore, da cui il sangue torna alla parte destra del cuore per essere pompato ai polmoni (vedi Apparato circolatorio).

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Fisiologia

Nel fegato si trova un volume di sangue, corrispondente a circa il 10% del totale, che scorre alla velocità di circa 1,5 l al minuto. Le cellule epatiche producono la bile, necessaria al processo digestivo; inoltre, aiutano il sangue ad assimilare le sostanze alimentari e a eliminare le tossine e le sostanze di scarto, tra cui gli steroidi, gli estrogeni e altri ormoni.

Il fegato è un organo molto versatile. Conserva il glicogeno, il ferro, il rame, la vitamina A, molte vitamine del gruppo B e la vitamina D. Produce l'albumina e altre proteine, tra cui molte di quelle indispensabili per la coagulazione del sangue, come la protrombina e il fibrinogeno, e l'eparina, un anticoagulante. Le proteine vengono costruite a partire dalle sostanze azotate ottenute dalla deaminazione degli amminoacidi digeriti. Il fegato sintetizza anche grassi di riserva e colesterolo.

Speciali cellule del sistema immunitario, chiamate fagociti e presenti nel fegato, eliminano le sostanze estranee e i batteri che contaminano il sangue (vedi Fagocitosi). Nel fegato vengono, inoltre, inattivati molti farmaci e l'emoglobina viene degradata in bilirubina. Le attività metaboliche del fegato generano una grande quantità di calore, che influisce sulla temperatura corporea.

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Malattie del fegato

Epatite è il termine con cui si indicano le infiammazioni del fegato. Nella maggior parte dei casi, le epatiti sono dovute a un'infezione virale, ma possono essere anche provocate da intossicazione da composti chimici, veleni, farmaci, batteri o tossine batteriche, amebe e altri parassiti. L'epatite può diventare una condizione cronica e portare alla cirrosi, con una degenerazione del tessuto epatico in tessuto connettivo fibroso. La maggior parte dei casi di cirrosi è legata a un consumo eccessivo di bevande alcoliche (vedi Alcolismo), solitamente associato a un'alimentazione insufficiente. Nell'epatite acuta, la malattia assume un decorso tanto grave che vengono distrutte praticamente tutte le cellule del fegato e il paziente muore di insufficienza epatica o di ostruzione dei vasi sanguigni che si dipartono dal fegato. L'ittero, un segno frequente dell'epatite e di altre malattie del fegato, è provocato dall'accumulo di quantità eccessive di bilirubina nel sangue.

Alcune malattie, ad esempio il diabete mellito e alcune anemie, sono associate a una deposizione eccessiva di grassi nel fegato, che può essere anche una conseguenza di disturbi endocrini o di intossicazione da alcol o da cloroformio, grassi che interferiscono con un'ossidazione adeguata nel fegato. A mano a mano che aumenta l'accumulo di grasso, le cellule epatiche sono sostituite da tessuto adiposo e si instaura una degenerazione grassa del fegato (steatosi epatica). Deposizione temporanea di grassi nel fegato si può verificare in gravidanza e in seguito a un'alimentazione ricca di grassi. Altre condizioni morbose che colpiscono il fegato sono: gli ascessi, che possono essere provocati da batteri o da protozoi; il cancro, soprattutto secondario a un tumore maligno primitivo presente in un'altra zona del corpo; infiltrazioni di sostanze estranee e masse di tessuto cronicamente infiammato, dette granulomi. Negli ultimi anni gli interventi di trapianto per sostituire un fegato gravemente malato con un organo sano hanno registrato un tasso abbastanza elevato di successi.

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