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Nei rettili non esiste un meccanismo di regolazione interna della temperatura corporea simile a quello di uccelli e mammiferi: questi animali prelevano il calore loro necessario dall’ambiente, esponendosi ai raggi del sole, o mantenendo la più ampia superficie corporea possibile a contatto con il suolo caldo. Per rendere più efficiente la cattura del calore possono orientarsi longitudinalmente alla direzione dei raggi solari o dilatare e restringere i vasi periferici. Essendo legati alla temperatura esterna, i rettili che vivono nelle regioni in cui l’inverno è freddo ibernano, mentre altre forme, che vivono in regioni eccezionalmente calde e asciutte, vanno incontro a estivazione. Si ritiene tuttavia che alcune delle forme estinte (alcuni dei grandi dinosauri) avessero un sistema di termoregolazione più raffinato.
I primi rappresentanti della classe dei rettili furono i cotilosauri, caratterizzati da corpo tozzo e un aspetto generalmente simile a quello degli anfibi primitivi. Comparsi nel Carbonifero superiore dell’era paleozoica, nel corso del Permiano si svilupparono e prosperarono, diversificandosi in moltissime specie. Nell’era mesozoica, nota per questo come età dei rettili, raggiunsero la massima diffusione con i dinosauri, che diventarono i dominatori del pianeta. Nel Cretaceo infine andarono incontro a un’estinzione di massa. Oggi rimangono solo quattro, degli oltre venti ordini conosciuti: rincocefali, squamati, cheloni e loricati.
I rincocefali, presenti nella documentazione fossile a partire dai periodi triassico e giurassico, sono oggi tutti estinti a eccezione di una specie neozelandese, chiamata tuatara (Sphenodon punctatus). Il loro aspetto è simile a quello dei sauri, dai quali si differenziano per alcune caratteristiche anatomiche dello scheletro. L’ordine degli squamati invece, con le sue circa 5700 specie, è il più ampio di rettili viventi; ne fanno parte i serpenti e i sauri. L’ordine dei cheloni, già differenziato nel corso del Triassico, oggi comprende le testuggini e le tartarughe. La loro caratteristica esclusiva è l’ampio scudo dorsale, saldato alle costole. L’ordine dei loricati, comprendente coccodrilli, gaviali e alligatori, comparve verso la fine del Triassico. Le forme che ne fanno parte sono dotate di un cervello più sviluppato di quello degli altri rettili.
L’ordine degli ittiosauri comprendeva grandi rettili marini con corpo pisciforme e arti simili a pinne, atti al nuoto. I membri del genere più tipico, Ichthyosaurus, arrivavano a misurare più di 4 m di lunghezza. I sauropterigi, i cui resti compaiono nella documentazione fossile del Triassico e del Cretaceo, erano anch’essi animali acquatici: caratterizzati da collo e coda molto sviluppati, raggiungevano una lunghezza complessiva di circa 15 m. I grandi dinosauri erano suddivisi in due ordini distinti, ornitischi e saurischi, che differivano per la conformazione delle ossa del bacino; tra gli ornitischi più noti, Triceratops e Stegosaurus; tra i saurischi, Tyrannosaurus e Apatosaurus. È proprio dai saurischi che si staccò la linea evolutiva che portò agli uccelli. I mammiferi, invece, si evolvettero dai terapsidi, un gruppo di rettili di taglia medio-piccola, che prosperarono tra il Permiano e il Triassico. Gli pterosauri, infine, costituivano un gruppo di rettili volanti, filogeneticamente vicini ai dinosauri.
I rettili costituiscono una classe del subphylum vertebrati, phylum cordati. Ne fanno parte diversi ordini, di cui gli unici viventi sono i rincocefali, i cheloni, gli squamati e i loricati.
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