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Sciopero

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1

Introduzione

Sciopero Astensione dal lavoro di un gruppo di lavoratori a sostegno di una rivendicazione. È attuato prevalentemente da lavoratori organizzati in sindacati e rappresenta una delle forme più importanti e incisive di lotta sindacale. In Italia lo sciopero è un diritto dei lavoratori riconosciuto dalla Costituzione.

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Le forme della lotta sindacale

I lavoratori possono impegnarsi in uno sciopero o in altre forme di agitazione sindacale per ottenere miglioramenti delle condizioni di impiego (ad esempio salari più elevati o riduzioni dell’orario di lavoro), per impedirne un peggioramento (ad esempio, una diminuzione dei salari) o, ancora, per evitare che il datore di lavoro conduca delle azioni lesive dei diritti dei lavoratori (ad esempio, il licenziamento senza una giusta causa). Uno sciopero può essere proclamato anche per indurre un datore di lavoro a riconoscere un sindacato come legittimo rappresentante dei dipendenti nel processo di contrattazione collettiva e a siglare con questa stessa organizzazione un contratto di lavoro. In genere si ricorre allo sciopero dopo avere esperito tutti gli altri mezzi disponibili: ad esempio quando il datore ha rifiutato la composizione di una vertenza con i metodi previsti nel contratto di lavoro.

Lo sciopero politico, invece, può essere un mezzo per costringere un governo ad aderire a determinate richieste dei lavoratori e può costituire un’arma per provocarne la caduta. Uno sciopero di solidarietà ha luogo quando un sindacato arresta le attività lavorative di un settore per sostenere la protesta di un altro sindacato o di altre categorie sociali. Lo sciopero “generale”, in cui tutti i lavoratori di una città, di una regione o di un paese scioperano contemporaneamente, può perseguire finalità di tipo economico o politico. Con lo sciopero generale si ottiene la completa paralisi dell’attività economica dell’area interessata.

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Dal “picchettaggio” al “gatto selvaggio”

L’obiettivo principale di tutti gli scioperi è l’astensione totale dal lavoro all’interno di un’azienda; talvolta, la tattica impiegata per raggiungere questo scopo è il “picchettaggio” (cioè una sorta di presidio) della sede aziendale da parte degli scioperanti, in modo da impedire l’entrata a eventuali sostituti (designati spregiativamente col termine “crumiri”, dal nome di una popolazione arabo-berbera nota a fine Ottocento per le sue scorrerie in territorio tunisino).

Una tecnica per garantire la sospensione delle attività in un’azienda in sciopero e impedire l’ingresso ai non scioperanti consiste nella semplice occupazione del luogo di lavoro fino alla composizione della vertenza. Questa azione costituisce una violazione della proprietà privata dell’imprenditore ed è perciò illegale, tuttavia lo sciopero con occupazione ha dimostrato grande efficacia in diverse circostanze.

Nel secondo dopoguerra si affermarono sempre più tattiche di sciopero che consentivano di interrompere l’attività produttiva con il minor numero di ore di sospensione del lavoro da parte degli scioperanti. Si ebbero così scioperi “a gatto selvaggio”, “a scacchiera”, “a singhiozzo”, tali da investire successivamente diversi reparti, bloccando di fatto – con il ricorso a poche ore di sciopero individuali – l’intero ciclo di produzione. Un’altra forma è quella dello sciopero “programmato”, nel quale le interruzioni (dette “fermate”) del lavoro sono effettuate sia all’interno della fabbrica sia nelle aziende del cosiddetto “indotto”, ossia nei settori industriali minori che forniscono componenti utilizzati nell’assemblaggio del prodotto finale.

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Lo sciopero nei maggiori paesi industriali

Per lungo tempo lo sciopero fu considerato una grave minaccia, non solo per l’impresa, ma anche per gli interessi delle classi al potere e per la stabilità delle istituzioni, e fu per questo subito contrastato. In molti paesi venne vietato per legge, in Inghilterra e in Germania già nel XVIII secolo. Solo a partire dalla seconda metà del XIX secolo i lavoratori, attraverso una lunga battaglia, iniziarono a ottenerne la depenalizzazione. (Vedi anche Rivoluzione industriale.)

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