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Risultati di Windows Live® Search Preposizione Parte invariabile del discorso che serve a mettere in rapporto fra loro gli elementi sintattici di una frase. Per questa ragione è detta anche connettore. Nella maggior parte delle lingue indoeuropee il connettore precede il nome introducendo un complemento indiretto; in altre lingue, come il giapponese, viene posto dopo l'elemento nominale. Nelle lingue che possiedono la categoria del caso, quali il latino e il tedesco, la preposizione è strettamente legata a uno o più casi fissi (ad esempio, il tedesco mit, 'con', regge il dativo; il latino in, regge accusativo e ablativo). In italiano, una stessa preposizione può introdurre diversi complementi indiretti; ad esempio, 'per' può introdurre un complemento di fine, di moto per luogo, di tempo e così via. Alcune preposizioni possono svolgere una funzione simile a quella di una congiunzione subordinante, introducendo una proposizione secondaria, con la differenza che, mentre la subordinata introdotta da una congiunzione può essere sia esplicita sia implicita, quella introdotta da una preposizione è sempre implicita, con il verbo all'infinito ('vennero a vedere', 'un esercizio utile per imparare'). Le preposizioni proprie sono in numero limitato e si dividono in semplici ('di', 'a', 'da', 'in', 'con', 'su', 'per', 'tra', 'fra') e composte, che fondono le preposizioni semplici con l'articolo determinativo ('del', 'sui', 'nella' ecc.). Ci sono poi le preposizioni improprie, che possono avere anche valore di avverbio ('dietro'), di aggettivo ('lungo') o di participio ('durante'). Svolgono una funzione identica a quella delle preposizioni le locuzioni prepositive, costituite da una preposizione propria o impropria seguita da una o più parole ('per mezzo di', 'fuori di'). Nell'evoluzione delle lingue indoeuropee è probabile che le preposizioni siano derivate da antichi avverbi; la relazione tra avverbio e preposizione è testimoniata anche dal fatto che molte lingue moderne utilizzano le stesse parole per entrambe le funzioni.
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