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Lingua provenzale Lingua romanza parlata nella Francia meridionale e usata, come idioma di comunicazione orale e informale, da circa il 25% della popolazione francese. Non si tratta di una lingua unitaria, ma piuttosto di un insieme di dialetti abbastanza omogenei, che comprendono il limosino e l'alverniate nella Francia centromeridionale, il linguadocico e il provenzale propriamente detto nell'area che si affaccia sul Mediterraneo e, nella Francia sudoccidentale, il guascone, l’unico idioma del gruppo abbastanza differenziato al punto da venire talvolta considerato una lingua a sé. Con la denominazione di franco-provenzale si fa riferimento invece a un distinto gruppo di dialetti parlati a nord-est dell'area provenzale e attestati anche lungo le vallate dell’arco alpino in Svizzera, in Piemonte e in Val d’Aosta.
La colonizzazione romana in Provenza fu molto precoce e radicò fortemente la lingua e la cultura latine. Per questo motivo il provenzale, derivato dal latino volgare parlato nel sud della Francia, si presenta rispetto alla lingua d’origine molto più conservativo e risente assai meno, rispetto al francese, degli influssi delle lingue germaniche, in particolare dell’idioma dei franchi. Il provenzale, fino al XIII secolo, si estendeva molto più a nord rispetto alla regione attuale e accomunava molti dialetti locali. Sebbene il provenzale sia stato in seguito influenzato in modo cospicuo dal francese, la sua struttura è più simile a quella del castigliano (vedi Lingua spagnola) e soprattutto del catalano.
Un tempo lingua comune e letteraria in Francia e nella Spagna settentrionale, il provenzale sviluppò un'illustre letteratura, soprattutto nei secoli XI e XII: la poesia dei trovatori provenzali, con i suoi modelli formali e con la straordinaria originalità delle tematiche e dei topoi retorici, costituisce un’esperienza fondamentale nella storia della lirica moderna. Conosciuta come occitano o come langue d’oc – per distinguerla dalla variante francese settentrionale, detta langue d’oïl – il provenzale si diffuse, proprio come lingua della lirica nelle corti italiane del Nord e della Sicilia normanna, lasciando profonde tracce proprio nel lessico letterario italiano delle origini. Il provenzale letterario cominciò a perdere importanza quando, a partire dal XIII secolo, la monarchia capetingia estese il dominio al Sud della Francia, sconfiggendo i potenti feudatari meridionali. Si assistette dunque a un prolungato periodo di declino della lingua provenzale. Solo nell’Ottocento il poeta Frédéric Mistral si fece promotore di un movimento intellettuale, il felibrismo, teso a riaffermare l’uso di un provenzale moderno che avesse anche una dignità letteraria. Al fine di preservare le tradizioni culturali regionali, dal 1993 nelle scuole statali francesi è stato introdotto il provenzale come materia di insegnamento.
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