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Risultati di Windows Live® Search Guglielmo I d’Orange (Nassau 1533 - Delft 1584), principe di Orange, guidò la lotta per l’indipendenza delle Province Unite dalla Spagna. Figlio di Guglielmo, conte di Nassau, fu educato alla fede luterana. Nel 1555 Filippo II, figlio e successore di Carlo V al trono di Spagna, nominò Guglielmo statolder delle province di Olanda, Zelanda e Utrecht. Filippo II governò i Paesi Bassi spagnoli con durezza, dimostrando una grande intolleranza nei confronti dei protestanti, perseguitati dal tribunale dell’Inquisizione. Guglielmo e altri membri della nobiltà olandese organizzarono una forte opposizione contro l’oppressione spagnola, con il risultato che nel 1567 Filippo II fu costretto a ordinare un intervento armato nei Paesi Bassi, inviando l’esercito guidato da Fernando Alvarez de Toledo, duca d’Alba con il comando di reprimere qualunque moto di dissenso civile e religioso. Guglielmo riparò in Germania e nel 1568, alla testa di un esercito, rientrò nei Paesi Bassi ma non riuscì ad assicurarsi il sostegno popolare e fu sconfitto. Con il tempo però il malcontento degli olandesi crebbe e il sentimento di protesta si rafforzò: nel 1572, le province settentrionali di Olanda e Zelanda si ribellarono con successo agli spagnoli ed elessero come statolder Guglielmo, nel frattempo convertitosi al calvinismo. Seguirono anni segnati da aspri scontri, durante i quali sedici delle diciassette province si unirono contro la Spagna con la pacificazione di Gand (1576). Il potente esercito spagnolo riuscì a riconquistare le cinque province meridionali (che oggi formano il Belgio), che furono poste sotto il governo di Alessandro Farnese, ma nel 1579 le province settentrionali, guidate da Guglielmo, costituirono l’unione di Utrecht, e nel 1581 proclamarono la propria indipendenza dalla Spagna. Tre anni più tardi Guglielmo fu ucciso da un sicario, e il figlio Maurizio di Nassau gli succedette nella carica di statolder.
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