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Somaliland Regione semidesertica dell’Africa orientale affacciata sul golfo di Aden, nel Corno d’Africa. Il territorio corrisponde a quello dell’ex protettorato del Somaliland Britannico che, ottenuta l’indipendenza il 26 giugno del 1960, fu unito il 1° luglio dello stesso anno alla nuova repubblica della Somalia. Nel 1991 il Somaliland ha proclamato l’indipendenza, non ottenendo tuttavia riconoscimento internazionale. Dispone oggi di istituzioni politiche autonome, di una forza di polizia e di una propria moneta, lo scellino del Somaliland. La capitale è Hargeysa. Secondo stime locali, la popolazione ammonta a circa 3,5 milioni di abitanti, professanti in gran parte la religione islamica. Le lingue più diffuse sono il somalo, l’arabo e l’inglese. L’economia si basa essenzialmente sull’allevamento del bestiame e sulle attività di alcuni porti, tra cui Berbera, centro strategico per l’import-export dell’Etiopia. Nel quadro economico locale spiccano per importanza anche le rimesse degli emigrati.
Tra i primi insediamenti somali, la regione ebbe intensi contatti con il mondo arabo-islamico, subendone l’influenza. Negli anni Settanta dell’Ottocento l’Egitto ne occupò alcuni porti, evacuandoli nel 1882 di fronte all’avanzata europea. Nel 1884 la regione cadde sotto il controllo della Gran Bretagna, che ne fece un protettorato con il nome di Somaliland (“Terra dei somali”). A partire dal 1899 i britannici dovettero fronteggiare, insieme con gli italiani, la guerriglia capeggiata da Muhammad Abdullah Hasan (ribattezzato Mad Mullah, “mullah pazzo”), sulla quale riuscirono a prevalere solo nel 1920. Durante la seconda guerra mondiale il Somaliland restò pressoché ininterrottamente in mano alla Gran Bretagna, che nel dopoguerra ebbe dalle Nazioni Unite il mandato per amministrarlo insieme con l’ex colonia italiana della Somalia. Diventato indipendente il 26 giugno 1960, il Somaliland venne unito il 1° luglio dello stesso anno al nuovo stato della Somalia, costituendone una provincia. Dopo il colpo di stato che nel 1969 portò al potere Siad Barre, nel Somaliland crebbero le forze indipendentiste, che si rafforzarono dopo la sconfitta subita dalla Somalia in Ogaden per opera dell’Etiopia (1978). Nacque così il Movimento nazionale somalo, alla cui guida si pose Mohamed Ibrahim Egal, tra i più influenti leader del paese e capo del governo che nel 1969 era stato rovesciato da Barre. Questi, nel 1988, scatenò una violenta offensiva contro il Somaliland, sottoponendo a un intenso bombardamento la città di Hargeysa. Dopo la caduta del regime di Barre nel gennaio 1991, Egal proclamò l’indipendenza del Somaliland, assumendone la presidenza.
Riuscito a sottrarsi alla catena di violenze e al caos che hanno accompagnato il disgregarsi dello stato somalo, il Somaliland si è dato una nuova organizzazione politica ed economica, cercando inutilmente di ottenere il riconoscimento internazionale. Nel 2001 si è tenuto un referendum per l’indipendenza, a favore della quale si è espressa la stragrande maggioranza dei votanti. Il Somaliland non ha in seguito partecipato alle trattative che nel 2004 hanno portato alla costituzione in Somalia di un governo di transizione, ribadendo la propria volontà indipendentista. A Mohamed Ibrahim Egal, scomparso nel 2002, è succeduto alla presidenza, in seguito a libere elezioni, Dahir Riyale Kahin. Nel 2005 si sono svolte anche le prime elezioni legislative multipartitiche.
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