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Risultati di Windows Live® Search Libro delle Lamentazioni Libro dell’Antico Testamento, denominato anche “lamentazioni di Geremia”, al quale viene tradizionalmente attribuito dai tempi della versione greca della Bibbia, quella cosiddetta “dei Settanta” (250 a.C. ca.): questa traduzione aggiunse una prefazione che attribuiva il libro al profeta Geremia pur nell’assenza di evidenze testuali. Nella versione cristiana della Bibbia esso appare dopo il libro di Geremia, mentre nel canone ebraico è collocato nella terza parte, le Scritture. Gli ebrei intitolano il libro Ekhah (“Come mai?”), la parola iniziale del testo ebraico, o Kinoth (“Canti funebri” o “Lamenti”). Lamentazioni è tratto dal titolo del libro nei Settanta e nella Vulgata (Threni, id est Lamentationes Jeromiae Prophetae, “Canti funebri, cioè lamentazioni del profeta Geremia”). Le Lamentazioni constano di cinque libri redatti dopo la caduta del patriarca Giuda e la distruzione del primo tempio a opera dei babilonesi e furono composte per essere recitate pubblicamente nei giorni di lutto, osservato annualmente in memoria di questi tristi eventi. Tutti e cinque i Lamenti rammentano il tremendo castigo inflitto da Dio al suo popolo per aver peccato. Uniti a questi tormentati versetti, ve ne sono alcuni che ricordano la pietà di Dio ed esprimono la speranza che la sua ira possa placarsi e restituire la pace al popolo d’Israele. Altri versi implorano fervidamente Dio di contraccambiare gli oppressori “secondo l’opera delle loro mani” (3:64).
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