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Medio Oriente Locuzione che indica la sezione sudoccidentale dell’Asia e si riferisce, nell’uso geopolitico e geografico corrente, a un’area che comprende l’Anatolia e i paesi della sponda asiatica del mar Mediterraneo (Turchia, Cipro, Siria, Libano, Israele, Palestina ed Egitto), la Giordania, la penisola arabica (Arabia Saudita, Bahrein, Oman, Qatar, Yemen ed Emirati Arabi Uniti) e gli altri paesi che affacciano sul golfo Persico (Kuwait, Iraq e Iran). Fino a pochi anni fa quest’area veniva definita anche come “Vicino Oriente” (lo è tuttora in Francia), ma nel linguaggio politico e giornalistico ha prevalso in seguito l’uso che del termine fanno gli anglosassoni, che considerano “vicino oriente” l’Europa sudorientale.
Il Medio Oriente (e in particolare l’area della cosiddetta “mezzaluna fertile”, a cavallo tra Iraq, Siria, Giordania, Libano e Palestina) è comunemente considerato la “culla della civiltà”: qui ebbero origine le prime città e i primi sistemi di governo, codici di legge e alfabeti. In questa regione nacquero anche le tre principali religioni monoteiste: l’ebraismo, il cristianesimo e l’Islam.
Le prime civiltà mediorientali sorsero nelle valli dei fiumi Nilo, Tigri ed Eufrate. Sia l’Antico Egitto sia il regno dei sumeri erano organizzati in base a una gerarchia al cui vertice si trovavano i sovrani, ammantati di sacralità, visti come rappresentanti divini in terra. Il territorio dei sumeri fu conquistato prima da popolazioni semitiche provenienti da sud, gli accadi e gli amorriti, poi da popolazioni indoeuropee provenienti da nord che diedero vita all’impero babilonese nella regione posta fra il Tigri e l’Eufrate. L’Egitto fu inizialmente occupato dal gruppo semitico degli hyksos, allontanato dagli egizi che edificarono un potente impero. Intorno al 1000 a.C. nuove ondate di invasori colonizzarono la regione e crearono nuovi regni nella Fenicia, in Palestina e in altre aree del Medio Oriente. I fenici, dediti ai traffici mercantili marittimi, crearono e svilupparono uno dei primi alfabeti; gli assiri, all’avanguardia nell’uso di utensili di ferro e delle armi, costruirono un potente stato. Nel VI secolo a.C. il Medio Oriente fu conquistato dai persiani, che istituirono un sistema di governo che divenne un modello per tutti gli imperi successivi. Le popolazioni sottomesse conservarono pratiche e credenze religiose e godettero di una relativa autonomia; la religione più diffusa era lo zoroastrismo, ma le altre fedi erano tollerate. Nel IV secolo a.C. la Persia, indebolita da rivolte e conflitti interni, fu conquistata da Alessandro Magno, re di Macedonia.
Con la conquista di Alessandro ebbe inizio un periodo in cui il Medio Oriente fu parte integrante del mondo ellenistico (vedi Età ellenistica). Il porto di Alessandria (la città fondata da Alessandro Magno) divenne un centro di commerci e di cultura. Quando il potere macedone venne meno, i romani occuparono gran parte del Medio Oriente; la Persia rimase tuttavia indipendente sotto le dinastie dei Parti (248 a.C. - 224 d.C.) e dei Sasanidi (224-636). I romani costruirono nuove strade, elaborarono nuove leggi e svilupparono i commerci con l’Egitto, la Siria e l’Asia Minore. Alcune religioni mediorientali – l’ebraismo, il cristianesimo e il mitraismo – si diffusero in tutto l’impero romano; all’inizio del IV secolo d.C. il cristianesimo divenne religione di stato. Costantino il Grande, il primo imperatore romano convertitosi al cristianesimo, rafforzò i legami con l’Oriente trasferendo la capitale dell’impero a Bisanzio, un porto sul Bosforo: ribattezzata Costantinopoli, la città fu la capitale dell’impero romano d’Oriente per oltre un millennio.
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