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Introduzione; Le origini dei Mondiali di calcio; I primi trionfi italiani; Le vittorie dell’Uruguay e della Germania; Il Brasile di Pelé; Gli anni Settanta e Ottanta; Gli anni Novanta; L’Italia campione in carica
Coppa del Mondo (calcio) o Campionati mondiali (calcio) Torneo internazionale, il più importante del gioco del calcio. Le fasi finali del torneo si disputano ogni quattro anni in sedi differenti: dagli esordi sino a oggi ne sono state disputate 18 edizioni. Le squadre più blasonate sono il Brasile (cinque vittorie); l’Italia (quattro vittorie); la Germania (tre vittorie); l’Argentina e l’Uruguay (due vittorie); l’Inghilterra e la Francia (una vittoria). Il criterio di selezione delle squadre che hanno accesso alla fase finale avviene secondo una divisione geografica per continenti o aree omogenee; per qualificarsi alle finali, ogni nazione deve superare una fase eliminatoria organizzata in gironi. La vittoria nel girone, e quindi la qualificazione, va alle squadre che negli scontri diretti con le altre hanno totalizzato il punteggio più alto. L’organizzazione della finale prevede che le squadre disputino un girone all’italiana e quindi le partite eliminatorie che, partendo dagli ottavi di finale, si concludono, passando per quarti e semifinali, con la finalissima.
La Coppa del Mondo nacque nel 1930 per volontà di due appassionati di calcio francesi, Henri Delaunay e Jules Rimet (a cui fu intitolata la coppa): il primo segretario della federazione francese di calcio e il secondo presidente della FIFA, la federazione internazionale. Rimet perseguiva l’obiettivo di creare una competizione che potesse, periodicamente, consentire a calciatori, dilettanti o professionisti, di misurarsi davanti a una platea internazionale in un torneo ufficiale. L’idea si concretizzò in occasione del congresso di Amsterdam del 1928 (sede in quell’anno delle Olimpiadi) e l’anno dopo, a Barcellona, fu approvato il regolamento del Mondiale, che si sarebbe svolto ogni quattro anni. Venne messa in palio una coppa d’oro massiccio del peso di circa 2 chilogrammi (una Vittoria alata stilizzata) realizzata dall’orafo parigino Abel La Fleur, costata 45.000 franchi: se la sarebbe aggiudicata la squadra che avesse vinto tre edizioni, anche non consecutive, dei Mondiali. Jules Rimet vedeva così materializzarsi il sogno di creare un Campionato del Mondo, destinato a diventare, con il passare degli anni, la più grande manifestazione di sport dei tempi moderni, al pari delle Olimpiadi. La prima Coppa del Mondo fu disputata in Uruguay, che proprio in quel periodo celebrava l’anniversario dell’indipendenza. Furono tredici i paesi partecipanti, di cui solo quattro europei: la Francia, la Romania, il Belgio e la Iugoslavia. Le altre nazioni europee, pur facendo parte della FIFA, non accettarono la proposta di Rimet di far disputare la prima edizione dei Mondiali in Sud America; in particolare, l’Italia giustificò la sua assenza con i gravi disagi del viaggio e le forti spese organizzative. In realtà, alla base del rifiuto italiano e delle altre nazioni europee ci fu una ripicca nei confronti dello stesso Rimet, il quale aveva preferito le laute garanzie economiche offerte dall’Uruguay alla perfetta organizzazione che avrebbe ottenuto in qualsiasi nazione europea. Il Campionato del Mondo ebbe inizio il 13 luglio del 1930 con la partita tra Francia e Messico. Fu l’Uruguay a vincere la prima Coppa, sconfiggendo in finale l’Argentina, che vantava tra le sue fila il capocannoniere del torneo, Guillermo Stabile.
Nel 1934 i Campionati del Mondo furono organizzati in Italia. La federazione italiana fu sollecitata e appoggiata dal regime fascista: Mussolini e i suoi gerarchi avrebbero colto la rara occasione di dimostrare al mondo intero l’efficientismo della nazione. Il preventivo dei costi era notevole e distribuito in diversi settori (percentuali della FIFA, rimborso spese agli arbitri, indennità alle squadre, organizzazione delle gare), ma alla fine la manifestazione si concluse con un utile netto di oltre un milione di lire. Il giocatore simbolo di quei Mondiali fu Giuseppe Meazza, attaccante dell’Italia vincitrice del titolo. Nel 1938 ai Mondiali svoltisi in Francia fu Silvio Piola a trascinare la nostra nazionale a vincere la seconda Coppa del Mondo. L’Italia, allenata come quattro anni prima da Vittorio Pozzo, sconfisse in finale l’Ungheria dopo aver battuto la Francia nei quarti e il Brasile in semifinale.
Dopo la tragica parentesi bellica, la Coppa del Mondo ritornò nel 1950. La quarta edizione si disputò in Brasile e potè contare su tredici partecipanti (la Germania non fu invitata, l’URSS e le nazioni a essa collegate negarono la loro adesione, l’Austria non partecipò per mancanza di mezzi economici). La vittoria finale andò di nuovo all’Uruguay, che sorprendentemente batté, in una finale rimasta nella leggenda del calcio, i favoritissimi padroni di casa del Brasile: la nazionale bianco-celeste venne trascinata alla vittoria da grandi campioni come Juan Alberto Schiaffino, Alcides Edgardo Ghiggia (autore del gol della vittoria) e Obdulio Varela, il capitano. Nel 1954 la stella del torneo fu Ferenc Puskas, autentico fuoriclasse dell’Ungheria vicecampione del mondo. In quel periodo la nazionale magiara era la più forte squadra europea e poteva vantare la forza di un affiatatissimo collettivo, arricchito dalla presenza di fuoriclasse come Nandor Hidegkuti e Sandor Kocsis. Nella finale con la Germania Ovest gli ungheresi dopo otto minuti conducevano per 2-0, ma nel corso della gara consentirono ai tedeschi di riagguantare il risultato e di vincere la partita e il titolo mondiale.
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