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Risultati di Windows Live® Search NEP o Nuova politica economica (russo, Novaja Economičeskaja Politika), politica di parziale liberalizzazione economica attuata in URSS dal 1921 al 1928. Fu introdotta su iniziativa di Lenin per rivitalizzare l'economia sovietica soffocata dai rigidi controlli statali imposti dal regime bolscevico e dissestata dalle distruzioni della guerra civile, i cui effetti combinati avevano provocato il collasso della produzione industriale, ridotta a meno di un settimo rispetto a quella di prima della rivoluzione del 1917, e determinato il crollo di quella agricola tra il 1920 e il 1921. Per sanare questa drammatica situazione la NEP si propose di ripristinare temporaneamente un'economia di mercato, ristabilendo la libertà di commercio interno e consentendo spazi di iniziativa privata nel settore industriale e in maggior misura in quello agricolo. Ponendo fine alle requisizioni forzate del comunismo di guerra, si concedeva così ai contadini non solo di vendere i propri prodotti sul mercato libero dopo aver pagato una tassa proporzionale al loro ricavo netto, ma anche di affittare la terra e di avvalersi di lavoratori salariati, pratiche divenute illegali dopo la rivoluzione. Analogamente, nell'industria e nel commercio al dettaglio furono ammesse piccole e medie imprese private, mentre allo stato continuò a essere riservato il controllo e la proprietà dei cosiddetti 'settori chiave' dell'economia: finanza, trasporti, industria pesante e commercio estero. Tale sistema di economia mista fu completato con la reintroduzione della moneta in luogo del preesistente meccanismo di scambio basato sul baratto. La NEP determinò un notevole rilancio dell'economia sovietica che, nel 1928, giunse a superare ampiamente i livelli di crescita prerivoluzionari in molti settori, ma comportò anche l'emergere di forti squilibri che riaprirono la strada a un sempre più deciso intervento statale. Così, l'aumento dei prezzi industriali spinse il governo a bloccarne la crescita, nel tentativo di impedire che la pressione dell'inflazione alterasse i rapporti di scambio tra prodotti industriali e prodotti agricoli penalizzando i contadini. Al tempo stesso i bassi prezzi dei cereali praticati dagli ammassi pubblici indussero i contadini ad astenersi dal vendere i loro prodotti in attesa di condizioni più favorevoli. L'abbandono della NEP fu deciso nel 1928 dal gruppo dirigente sovietico sotto la guida di Stalin: furono ripristinate nelle campagne le requisizioni forzate e nel 1929 furono reintrodotte le quote di produzione agricola; nel 1930 fu soppresso anche il commercio privato. Alla collettivizzazione dell'agricoltura e alla socializzazione del commercio si accompagnò la pianificazione centralizzata, che a partire dal primo piano quinquennale (1928-1932) sostituì i meccanismi di mercato istituendo un severo regime di controllo statale dell'economia durato sino alla dissoluzione dell'URSS nel 1991.
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