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Introduzione; Biodiversità delle specie; Indicatori ecologici; Biodiversità genetica; Biodiversità degli ecosistemi; Biodiversità in cifre; Impoverimento della biodiversità
Biodiversità Varietà delle forme viventi in un ambiente. La biodiversità viene in genere studiata a tre diversi livelli, che corrispondono a tre livelli di organizzazione del mondo vivente: quello dei geni, quello delle specie e quello degli ecosistemi. Lo conoscenza della biodiversità rappresenta un punto di riferimento fondamentale per gli studi ecologici e per la pianificazione degli interventi di conservazione della diversità biologica.
La specie viene definita come l'insieme degli organismi che possiedono caratteri simili, capaci di incrociarsi fra loro e di dare luogo a una prole fertile. Essa rappresenta l'unità di base della classificazione tassonomica e viene presa come riferimento in molti studi biologici e in molte ricerche condotte dagli ecologi. Nel corso delle indagini sulla biodiversità, infatti, viene spesso contato il numero delle specie maggiormente conosciute (ad esempio di mammiferi, di uccelli e di determinate specie vegetali), presenti in un'area prescelta come campione. Il conteggio delle specie prende il nome di censimento.
Esistono diverse modalità per effettuare il censimento delle specie: il conteggio assoluto di tutti gli esemplari che vivono in una certa zona è perlopiù impraticabile, perché spesso le aree da considerare sono molto vaste, oppure particolarmente impervie e, ancora, non si può avere la certezza di conteggiare tutti gli individui, soprattutto in specie terricole di piccole dimensioni (come insetti, molluschi o vermi). In genere, si procede con conteggi parziali, dai quali si effettua una stima del numero totale di individui per specie: ad esempio, per valutare la presenza di una certa pianta in un'area, si può contare il numero di esemplari presenti entro un metro quadrato, scelto a caso; per censire gli uccelli che si trovano in una regione, si possono scegliere, sempre con un criterio di casualità, alcuni punti di quella regione nei quali effettuare osservazioni visive o, meglio, sonore (i cosiddetti 'punti d'ascolto'), dai quali si desumono le specie ornitologiche presenti. Il criterio di scelta casuale è importante perché i risultati delle osservazioni fatte in alcune aree-campione devono essere validi da un punto di vista statistico (significatività dei risultati).
Il numero delle specie viene definito con l'espressione 'ricchezza di specie', e costituisce una delle possibili misure della biodiversità di un luogo; esso può essere anche utilizzato come termine di paragone con altre zone. La ricchezza di specie viene considerata come la misura generale di biodiversità più semplice e facile da valutare, anche se non può che rappresentare una stima approssimativa e incompleta della variabilità presente tra i viventi. La ricchezza di specie varia geograficamente: nei climi caldi in genere vive un maggior numero di specie, rispetto a quelli freddi, così come nelle zone più umide vi sono più specie che in quelle più secche. Le zone tropicali, in cui crescono le foreste pluviali, sono tra le regioni a più alto indice di biodiversità. Si calcola che nelle foreste pluviali, ossia in una regione che copre circa il 7% del globo, si trovi almeno il 50% delle specie viventi. Le zone con minori variazioni stagionali accolgono più specie di quelle con stagioni ben definite; zone con topografia e clima diversificati albergano più specie di quelle uniformi. Nonostante l'importanza della specie come unità di base, non sempre i ricercatori sono d'accordo sui metodi di classificazione da utilizzare per determinare i rapporti di parentela tra i diversi organismi, perciò bisogna ricordare che l'inserimento di un determinato organismo all'interno di un certo gruppo tassonomico è suscettibile di variazioni, nel caso si verifichino scoperte che mettono in luce diversi rapporti di parentela tra i viventi. Alcune particolari specie possono, per il ruolo che esse rivestono nell'ecosistema, aumentare la biodiversità di una specie. Ad esempio, specie arboree che raggiungono elevate altezze offrono una grande quantità di risorse utili a molte specie diverse (come uccelli nidificanti, piante epifite, parassiti, erbivori frugivori) e contribuiscono, quindi, alla biodiversità di quell'ambiente. Tuttavia, non esiste ancora un metodo per valutare in modo quantitativo l'importanza di questi ruoli e confrontare i valori ottenuti nei diversi gruppi.
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