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Risultati di Windows Live® Search Abbasidi Dinastia di califfi musulmani che regnò dal 750 al 1258. Eponimo della dinastia è al-Abbas, zio di Maometto. Scacciati gli Omayyadi, gli Abbasidi si impossessarono del califfato e rimasero al potere finché i mongoli conquistarono la capitale Baghdad, fondata nel 762 da al-Mansur (754-775), e uccisero l’ultimo califfo della dinastia. I califfi Abbasidi stabilirono la propria residenza in Iraq, riuscendo a mantenere sia il potere politico sia l’autorità religiosa per oltre un secolo. Il massimo splendore fu raggiunto con Harun ar-Rashid; alla morte di questi, i suoi due figli al-Amin e al-Mamun si contesero il trono e infine al-Mamun sconfisse il fratello. Le lotte intestine minarono il prestigio della famiglia, tanto che, alla fine del IX secolo, gli Abbasidi esercitavano il loro dominio solo sul territorio iracheno, sotto la tutela dei capi militari turchi. Nel 935 i turchi istituirono il titolo di emiro (in lingua araba, “comandante dei credenti”), assunto dal capo dei militari turchi, detentore del potere politico. La perdita di autorità da parte dei califfi portò all’indipendenza dei territori un tempo sottomessi agli Abbasidi, che riconobbero solo formalmente la loro sovranità. Nel X e XI secolo Baghdad e il califfato caddero nelle mani della dinastia persiana dei Buwaihidi e nel 1055 furono sottomessi dai turchi Selgiuchidi, che limitarono notevolmente la libertà d’azione dei califfi concedendo loro un’autorità solo simbolica. Alla metà del XIII secolo i mongoli si impossessarono di Baghdad e destituirono la dinastia abbaside uccidendo l’ultimo califfo. I cinque secoli di dominazione abbaside, nonostante il progressivo declino politico della dinastia, costituirono un periodo di prosperità religiosa, culturale e artistica (vedi Arte islamica): venendo a contatto con la cultura dei paesi conquistati, il mondo islamico diede impulso allo studio delle discipline filosofiche, mediche e matematiche; in particolare assimilò la scienza e la filosofia del Vicino Oriente ellenistico attraverso le opere di Aristotele, Platone, Euclide, Galeno tradotte in arabo nel IX e X secolo.
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