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Risultati di Windows Live® Search Rivolta di Varsavia Insurrezione scoppiata a Varsavia tra l’agosto e l’ottobre del 1944 contro le forze tedesche che avevano occupato la Polonia all’inizio della seconda guerra mondiale. Fu organizzata dalle forze della Resistenza polacca e dell’esercito nazionale, guidato dal generale Tadeusz Komorowski e sostenuto dal governo polacco in esilio a Londra, il cui scopo era di cacciare l’invasore tedesco prima che le forze sovietiche giungessero a Varsavia. L’esercito nazionale assunse il controllo della città, ma dovette arrendersi il 2 ottobre del 1944, sotto la pressione delle incursioni aeree tedesche che durarono 63 giorni. Durante gli scontri, il generale dell’Armata Rossa Konstantin Rokossovskij raggiunse la periferia della città, ma non riuscì a prestare aiuto all’esercito nazionale né a permettere alle forze alleate di inviare rifornimenti via aerea a Varsavia dalle basi sovietiche. La città fu distrutta e la popolazione decimata: il fallimento della rivolta segnò la fine del movimento nazionale polacco e facilitò l’instaurazione di un governo comunista (1° gennaio 1945) dopo che l’Armata Rossa occupò Varsavia. Il controllo sovietico della Polonia fu riconosciuto tacitamente dagli Alleati durante la conferenza di Potsdam (17 luglio - 2 agosto 1945).
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