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Risultati di Windows Live® Search Baltimore, David (New York 1938), biologo molecolare statunitense. Dopo aver conseguito il baccalaureato in chimica nel 1960 presso lo Swarthmore College, Baltimore cominciò gli studi di biologia al MIT (Massachusetts Institute of Technology). Nel 1961 si trasferì alla Rockefeller University, presso la quale conseguì il dottorato nel 1964. Fu borsista del MIT dal 1963 al 1964, dell'Albert Einstein College of Medicine dal 1964 al 1965 e del Salk Institute for Biological Studies dal 1965 al 1968. Al Salk Institute lavorò con il biologo Renato Dulbecco, che stava mettendo a punto alcune tecniche per differenziare le cellule normali da quelle che, per azione di virus oncogeni, vengono trasformate in cellule tumorali. Nel 1968 Baltimore venne nominato associato di microbiologia al MIT e nel 1972 ottenne la cattedra di professore. Nel 1983 assunse la direzione del Whitehead Institute, un istituto di ricerca biologica indipendente appena fondato a Boston (Massachusetts), strettamente affiliato al MIT. Nel 1990 tornò alla Rockefeller University come presidente. L’anno successivo fu costretto a dare le dimissioni dalla presidenza della Rockefeller University dopo aver perso il sostegno del corpo docente e del consiglio di amministrazione dell'università in seguito a uno scandalo riguardante un articolo da lui scritto nel 1986 insieme a un professore della Tufts University, che venne poi accusato da un suo studente di aver costruito i dati presentati nell'articolo. Sebbene Baltimore non fosse mai stato accusato di falsificazione di dati, le ricerche condotte da diversi organi governativi e da un comitato della United States House of Representatives dimostrarono che le accuse dello studente erano credibili. Tuttavia nel 1996, a dieci anni dalla pubblicazione dell'articolo incriminato, una giuria federale respinse le accuse di frode mosse contro il professore della Tufts University. Quando, nel 1953, gli scienziati James D. Watson e Francis H. Crick rivelarono la struttura e il meccanismo di duplicazione dell'acido desossiribonucleico (DNA), gli scienziati avevano accettato quello che venne nominato il 'dogma centrale' della biologia, ossia il fatto che l'informazione per la sintesi delle proteine viene trasmessa alla cellula dal DNA all'acido ribonucleico (RNA), che funge da messaggero (mRNA), sempre in questo senso (vedi Genetica). Nessuno pensava che potesse verificarsi un passaggio di informazioni in senso opposto, cioè che l'RNA potesse trasmettere 'a ritroso' informazioni genetiche al DNA. Tuttavia, nel 1965, Howard Temin, assistente di oncologia presso la Wisconsin University, ipotizzò che, in alcuni casi, l'RNA dei virus può modificare il DNA della cellula da essi infettata inserendovi i propri geni, mediante un processo definito trascrizione inversa. L'ipotesi di Temin venne accolta ovunque con grande scetticismo, ma egli rimase fedele alla propria idea. Baltimore approfondì l'intuizione di Temin. Nel 1970, mentre stava studiando il virus della leucemia murina di Rauscher, Baltimore scoprì l'enzima di un virus a RNA (cioè contenente al suo interno solo un filamento di RNA) in grado di copiare l'informazione genetica del virus stesso (cioè l'RNA) nel DNA della cellula ospite. Allo stesso tempo, Temin scoprì un enzima simile nel virus del sarcoma di Rous. Entrambi i ricercatori denominarono questo enzima DNA polimerasi-RNA dipendente; in seguito esso venne ridenominato trascrittasi inversa. I virus che alterano in questo modo il DNA di un ospite si chiamano retrovirus; tra questi, vi è anche, ad esempio, il virus dell'immunodeficienza umana (HIV), responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS). La scoperta della trascrittasi inversa fece nuova luce sui meccanismi mediante i quali una cellula normale può essere trasformata in cellula cancerosa da un virus oncogeno. Le cellule in condizioni normali possono controllare la propria crescita rispetto alle altre e smettono di replicarsi non appena entrano in contatto con quelle (fenomeno noto come inibizione da contatto): distruggendo tale meccanismo di controllo, un retrovirus innesca nella cellula un processo di crescita abnorme, il che è tipico delle cellule tumorali. Diverse strategie per trattare il cancro e l'AIDS si basano sulle scoperte di Baltimore e Temin. Nel 1975 Baltimore ottenne il premio Nobel per la medicina o la fisiologia, assegnatogli quale riconoscimento per le sue ricerche sui virus oncogeni e sulla struttura genetica delle cellule da essi infettate. Baltimore condivise l'onorificenza con Dulbecco e Temin.
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