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Risultati di Windows Live® Search Robbins, Frederick Chapman (Auburn, Alabama 1916 - Cleveland, Ohio 2003), batteriologo statunitense. Conseguì il baccalaureato nel 1936 presso l’Università del Missouri e la laurea in medicina presso la Harvard University nel 1940. Mentre prestava il servizio militare nei Medical Corps dell’esercito degli Stati Uniti, durante la seconda guerra mondiale, venne decorato per le sue ricerche sulle malattie batteriche e virali. Nel 1946 fece ritorno al Children’s Hospital Medical Center di Boston, dove nel 1948 entrò a far parte della Divisione di ricerca sulle malattie infettive, diretta dal batteriologo John F. Enders. Nel 1952 Robbins divenne membro del corpo docente della Case Western Reserve Medical School, di cui in seguito (1966-1980) fu nominato rettore emerito. Poiché i virus non crescono al di fuori dei tessuti viventi, il problema, per Robbins e i suoi colleghi, era quello di sviluppare colture di tessuti nelle quali i virus potessero replicarsi ed essere studiati in laboratorio. Sebbene la sua prima ricerca si fosse concentrata su un virus responsabile della diarrea infantile, nel 1947 Robbins, con Enders e il virologo Thomas Huckle Weller, cominciò a rivolgere la propria attenzione al ben più pericoloso virus della poliomielite. Questo, dopo essere penetrato nel corpo umano attraverso il naso o la bocca, si moltiplica rapidamente e spesso attacca le cellule nervose che controllano i muscoli. Le epidemie di poliomielite degli anni Quaranta avevano lasciato molte giovani vittime paralizzate, e il timore di contrarre la malattia era costante e diffuso. Ai tempi in cui Robbins stava cominciando la sua ricerca, gli scienziati ritenevano che il virus della poliomielite crescesse solo nelle cellule nervose. Nel 1948 il gruppo di Robbins dimostrò che il virus poteva replicarsi anche in altri tipi di cellule umane. Usando gli antibiotici appena sviluppati, ad esempio la penicillina, gli scienziati riuscirono a evitare la contaminazione delle colture da parte dei batteri, eludendo così un problema che aveva ostacolato i primi ricercatori. Questo nuovo metodo per coltivare grandi quantità del virus della poliomielite in molti diversi tipi cellulari e tissutali accelerò molto la ricerca e aprì la strada al medico ed epidemiologo Jonas E. Salk e al virologo Albert B. Sabin, che misero a punto i primi vaccini antipolio (vedi Vaccinazione). Grazie a queste ricerche, nel mondo industrializzato, la poliomielite venne in larga misura eradicata e cessò di rappresentare un grave problema sanitario. Per il loro contributo allo sviluppo di un vaccino contro la poliomielite, Robbins, Enders e Weller condivisero, nel 1954, il premio Nobel per la medicina o la fisiologia.
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