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Wagner von Jauregg, Julius

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Julius Wagner von JaureggJulius Wagner von Jauregg

Wagner von Jauregg, Julius (Wels 1857 - Vienna 1940), psichiatra austriaco. Studiò medicina all’Università di Vienna, dove si laureò nel 1880. Accettò un incarico presso la clinica psichiatrica della stessa università, rimanendovi per sei anni; divenne quindi professore di psichiatria e neurologia all’Università di Graz. Nel 1893 fece ritorno a Vienna e divenne direttore dell’Ospedale per le malattie nervose e mentali.

Al principio della sua carriera, Wagner von Jauregg studiò i disturbi della ghiandola tiroide, comunemente caratterizzati da ritardo mentale. In seguito, si occupò dei danni a carico del sistema nervoso causati dalla sifilide, una malattia venerea che, nel suo stadio terminale, provoca psicosi, paralisi e infine la morte. A quel tempo, molti dei pazienti ricoverati nei manicomi non erano colpiti da disturbi mentali isolati, ma erano portatori di lesioni nervose dovute alla sifilide, allora incurabile.

Lo scienziato osservò che, nel corso di epidemie di tifo, vaiolo e altre malattie, dopo che i pazienti con disturbi mentali erano stati colpiti da febbre alta, a volte mostravano uno straordinario miglioramento delle condizioni fisiche e psichiche. Nel 1887 propose di curare gli effetti fisici e mentali della sifilide infettando i pazienti con la malaria, una malattia tropicale caratterizzata da accessi febbrili. A quell’epoca, però, la malaria era considerata troppo pericolosa per essere introdotta come cura. Nel 1917, dopo la dimostrazione dell’efficacia del chinino come terapia antimalarica, Wagner von Jauregg e i suoi colleghi infettarono pazienti sifilitici con un ceppo di malaria; attesero che la malattia provocasse una decina di episodi febbrili e infine somministrarono il chinino. I risultati furono eccezionali: molti pazienti guarirono completamente dalla sifilide e ripresero una vita normale.

Negli anni successivi Wagner von Jauregg e i suoi colleghi continuarono a effettuare trattamenti con ceppi non letali di malaria e ottennero la guarigione in più dell’85% dei pazienti sifilitici, nei quali la malattia non era giunta alla fase terminale. Il meccanismo mediante il quale la febbre alta curava la sifilide non era noto. Alcuni ricercatori ritenevano che l’elevata temperatura corporea uccidesse la spirocheta Treponema pallidum responsabile della sifilide; altri ipotizzarono che la presenza di un’infezione nell’organismo, rappresentata dalla malaria, potesse stimolare l’efficienza del sistema immunitario, rendendolo più aggressivo nei confronti dell’agente responsabile della sifilide.

Alla fine degli anni Quaranta l’utilizzo della penicillina sostituì la cura di Wagner von Jauregg. Il sistema terapeutico che questi aveva sperimentato ebbe il merito di evitare a molti malati di incorrere inevitabilmente nella malattia mentale e nella morte.

Nel 1927 allo studioso fu attribuito il premio Nobel per la medicina o la fisiologia, quale riconoscimento per la scoperta della possibilità di curare una malattia inducendone un’altra.

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