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Risultati di Windows Live® Search Davisson, Clinton Joseph (Bloomington, Illinois 1881 - Charlottesville, Virginia 1958), fisico statunitense. Contribuì alla comprensione del fenomeno della diffrazione degli elettroni attraverso i cristalli, ricerca per cui fu insignito del premio Nobel per la fisica nel 1937, insieme al fisico britannico George Paget Thomson, che nello stesso campo aveva condotto ricerche indipendenti. Compiuti gli studi di fisica e matematica all'Università di Chicago, dove ebbe modo di lavorare con Robert A. Millikan, Davisson insegnò in diversi istituti universitari, tra cui quello di Princeton. Nel corso della prima guerra mondiale lavorò a un progetto di telecomunicazioni presso il Dipartimento di Ingegneria dei Western Electric Company Laboratories, i futuri Bell Laboratories. Vi rimase anche a guerra conclusa, conducendo attività di ricerca fino al 1946. Nel 1925, l'esplosione accidentale di una bottiglia di aria liquida (aria raffreddata e compressa fino a diventare liquida) fornì a Davisson l'occasione per la scoperta delle proprietà ondulatorie dell'elettrone. L'esplosione aveva ossidato un pezzo di nichel impiegato come bersaglio per fasci di elettroni ad alta velocità. Per ripulirlo, Davisson lo sottopose a un trattamento ad alta temperatura, provocando inconsapevolmente una modifica nella sua struttura cristallina, con la formazione di cristalli di grosse dimensioni. Ne risultò una diffusione degli elettroni completamente diversa. Davisson analizzò l'ipotesi che il tipo di diffusione osservata fosse da mettere in relazione con la teoria del fisico francese Louis de Broglie, secondo la quale qualsiasi particella di materia si può comportare come un'onda. Trovò conferma a questa ipotesi nel 1927, quando, insieme a Lester Halbert Germer, concluse che la diffusione osservata era l'effetto dell'interferenza tra gli elettroni. Essendo l'interferenza un fenomeno tipicamente ondulatorio, Davisson fornì in questo modo la prova sperimentale del dualismo onda-particella.
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