![]() |
Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Struttura articolo
Generi letterari Categorie retoriche con le quali si classificano le opere letterarie in base a caratteristiche di contenuto e di forma. Il genere nasce quando si canonizza una stretta correlazione tra temi e soluzioni formali. Alcuni generi hanno mostrato nella storia saldezza e persistenza, altri hanno avuto una tenuta minore a seconda delle dinamiche culturali; in linea di massima, i generi vengono sollecitati a cambiamenti quando si verificano modificazioni nella struttura sociale e culturale.
Le prime classificazioni dei generi si ebbero in Grecia nel V secolo a.C. con il culto delle grandi opere del passato. Platone distingueva, in base al contenuto, tra generi seri e faceti e, in base alla forma della rappresentazione, tra genere drammatico, narrativo e misto (epica). In base al concetto di mimesi e al grado di emozione che un'opera può generare nello spettatore, esisteva poi una gerarchia di valori che poneva all'ultimo posto il genere drammatico. Ben altra influenza esercitò nella storia la Poetica di Aristotele, il quale divise la letteratura in drammatica e narrativa, assegnando il primato alla seconda, e indicò alcuni caratteri fondamentali della tragedia, senza mai parlare di 'regole' o di 'generi'. Furono invece i filologi alessandrini che, per rivendicare la continuità della cultura greca proiettata in una dimensione universalistica, distinsero e classificarono i generi, parlando di 'norme' per la tragedia. Dopo la nascita del romanzo, l'epica estese il suo significato a questo tipo di narrativa, ma il genere, inteso come insieme di costanti retoriche e semiotiche che identifichi e unisca testi diversi, acquistò una propria struttura attraverso un lungo processo storico. Dall'età ellenistica la codificazione passò al mondo romano e, attraverso l'Ars poetica di Orazio e l'Institutio oratoria di Quintiliano, venne insegnata nelle scuole; grazie a questi due testi passò al Medioevo, che intanto aveva smarrito la Poetica di Aristotele, mentre si sviluppavano generi nuovi (ad esempio la chanson de geste e la sacra rappresentazione). Il testo fondamentale divenne la pseudociceroniana Rhetorica ad Herennium, che distingue non tanto i generi quanto i livelli espressivi (tragedia, commedia, elegia, distinzione, questa, ripresa anche da Dante).
La Poetica di Aristotele ebbe diffusione in traduzione latina dal 1536 e divenne l''autorità' per tutti i trattatisti italiani del secolo, che irrigidirono le indicazioni aristoteliche in un sistema di regole vincolanti per la tragedia (all'unità d'azione, Giulio Cesare Scaligero aggiunse quelle di tempo e Lodovico Castelvetro quella di luogo: vedi Unità aristoteliche) e per i generi letterari (alla bipartizione originaria di drammatica e narrativa si sostituì la tripartizione di epica, drammatica e lirica; e venne canonizzata una serie di generi nuovi quali il poema cavalleresco, il melodramma e il dramma pastorale). Nonostante i dissensi di Giordano Bruno, di Gian Vincenzo Gravina e di Giuseppe Baretti, questa sistemazione durò pressoché invariata fino al romanticismo, quando vennero rifiutati il sistema normativo classicistico e le 'unità' pseudoaristoteliche (un esempio è Alessandro Manzoni).
Nell'estetica crociana il genere è uno 'pseudoconcetto' ed è accolto solo per l'utilità classificatoria. I postcrociani hanno invece rivalutato il genere in una prospettiva storicistica per comprendere la funzione da esso svolta nei secoli, anche all'interno della poetica degli scrittori. Solo con le metodologie critiche più recenti i generi letterari, pur da prospettive tra loro diverse, sono stati oggetto di nuova considerazione. La critica sociologica (vedi Critica letteraria) vede nei generi letterari un momento di mediazione indispensabile tra autore e ambiente sociale, tra testo e destinatario. Le metodologie strutturalistiche e semiologiche studiano i generi per stabilire le connessioni tra l'opera e il sistema letterario in cui essa si iscrive e per individuarne le costanti, le funzioni e anche gli scarti espressivi (lo stesso ha fatto, sul piano dello stile invece che delle strutture, anche la critica stilistica). D'altra parte il linguaggio artistico viene considerato una forma di comunicazione comprensibile solo all'interno del sistema dei codici che si sono costituiti.
|
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |