Scelti da Encarta
I migliori testi sull'argomento Peronismo, scelti dalla redazione di Encarta
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Peronismo

Risultati di Windows Live® Search

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search

Peronismo

Articolo
Multimedia
Juan Domingo PerónJuan Domingo Perón
Struttura articolo
1

Introduzione

Peronismo Termine che indica sia il movimento politico (chiamato ufficialmente Partido Justicialista, Partito giustizialista) sia la dottrina di stampo nazionalista e populista che si affermarono in Argentina nel 1946 in seguito all’elezione di Juan Domingo Perón alla presidenza del paese.

2

Il peronismo delle origini

Ispirandosi al corporativismo fascista, la dottrina peronista si basava sulla collaborazione tra le classi, affidando a un sindacato unico controllato dal governo la direzione dei lavoratori e all’esercito un ruolo di mediazione e di direzione politica. Grazie alla popolarità di Eva Perón (detta Evita), il movimento riuscì a radicarsi profondamente nelle classi lavoratrici argentine, conquistandosi nel contempo l’appoggio della borghesia imprenditoriale e della Chiesa. La sua estrema eterogeneità diede origine, con il passare degli anni, a contraddizioni profonde al suo interno, sfociate a volte in violente contrapposizioni.

Approfittando di un momento positivo per l’economia argentina, dovuto soprattutto alle massicce esportazioni di merci verso i paesi impegnati nella seconda guerra mondiale, il peronismo perseguì la creazione di un capitalismo nazionale indipendente, dando un impulso decisivo all’industria (della quale nazionalizzò settori importanti) e provvedendo alla realizzazione di grandi opere pubbliche. Favorì inoltre l’attuazione di politiche a sostegno della popolazione più povera (i cosiddetti descamisados), di cui Evita si eresse a protettrice, venendone ricambiata con un sostegno e una devozione religiosa che le sopravvisse a lungo.

3

Crisi del movimento

Negli anni Cinquanta la crisi economica, il conflitto scoppiato con la Chiesa e la morte di Evita (1952) determinarono la crisi del Partito giustizialista che, rovesciato da un colpo di stato nel 1955, venne messo al bando.

Negli anni Sessanta il peronismo si divise tra un’ala conservatrice e una radicale; quest’ultima, influenzata dai movimenti rivoluzionari dell’epoca, diede vita all’organizzazione guerrigliera dei Montoneros. Il breve ritorno di Perón al potere nel 1973-74 costituì l’occasione per un sanguinoso scontro tra le due fazioni, che lacerò il tessuto politico e sociale argentino contribuendo a creare le condizioni per l’affermarsi, nel 1976, del brutale regime militare di Jorge Videla.

4

L’eredità peronista

L’eredità peronista in Argentina è tuttora viva, sia nel movimento sindacale (dove operano due diverse e contrapposte confederazioni che vi si richiamano), sia nella vita politica, dove il Partito giustizialista, riorganizzato dopo la caduta della dittatura, è tra le principali forze politiche del paese.

Altrettanto eterogeneo di quello storico, e privo di una chiara identità ideologica e programmatica, l’odierno Partito giustizialista rappresenta, attraverso posizioni conservatrici e neoliberiste, l’oligarchia industriale e agraria e le classi medio-alte, ma gode di un ampio consenso anche tra le classi lavoratrici.

Principale responsabile della grave crisi economica e politica in cui precipitò il paese nel 2001, il partito si è scisso nel 2003, al culmine di un grave scontro che ha visto due fra i suoi principali leader, Carlos Menem e Néstor Kirchner, contendersi la carica presidenziale. La divisione si è confermata nelle elezioni legislative dell’ottobre 2005, in cui si è affermato il Fronte per la vittoria di Kirchner. Questo stesso partito, che si è radicato nei settori più progressisti del movimento peronista ma ha attratto anche ampie fasce dell’elettorato radicale e di sinistra, ha sostenuto nel 2007 la candidatura alla presidenza argentina di Cristina Fernández, la moglie di Kirchner.

Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft