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Allucinogeni

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Amanita muscariaAmanita muscaria
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1

Introduzione

Allucinogeni Composti di sintesi o di origine vegetale ad azione psicoattiva, capaci di produrre marcati fenomeni di distorsione della percezione, dell’umore e del comportamento.

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Principali allucinogeni

L’allucinogeno meglio conosciuto e più potente è la dietilammide dell’acido lisergico, o LSD. Altri allucinogeni sono la psilocina e la psilocibina, estratte da alcune specie di funghi; la mescalina, estratta dal peyote; la muscarina, derivante dal fungo Amanita muscaria. Sono considerati allucinogeni, anche se presentano effetti più blandi dei precedenti, e per certi aspetti differenti, anche la marijuana e l’hashish. Un composto di sintesi ad azione allucinogena che recentemente si è ampiamente diffuso come “droga da discoteca” è l’ecstasy, che chimicamente è una metilen-dimetil-met-anfetamina. Queste sostanze psicoattive possono essere assunte per via orale o per iniezione; la marijuana viene in genere inalata o fumata.

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Effetti degli allucinogeni

L’effetto di modificazione della capacità percettiva riguarda soprattutto la sfera visiva, con la comparsa di allucinazioni visive (come l’illusione di vedere intorno a sé la propria immagine o soggetti immaginari, bagliori, flash di luce, oggetti di colori e proporzioni alterati); insorgono anche altre manifestazioni che possono avere il carattere di alcune psicosi, come la percezione della dilatazione del tempo, di voci provenienti dall’esterno o dall’interno del proprio corpo, la depersonalizzazione, il rapido variare dell’umore (ripetuti passaggi dall’euforia all’ansia), l’incapacità di mantenere la concentrazione e l’attenzione, tremori e tic nervosi. La modificazione del comportamento può causare l’insorgenza di stati di disorientamento e confusionali che, dopo la fase acuta dell’assunzione, possono degenerare in attacchi di panico e stati depressivi e, nei casi più gravi, indurre a tentativi di suicidio.

Gli allucinogeni determinano anche alterazioni organiche, tra cui tachicardia, dilatazione delle pupille, eccesso di sudorazione, nausea. Non è del tutto chiarito il meccanismo neurofisiologico che determina questo tipo di effetti; sembra che le sostanze allucinogene inibiscano a livello del cervello la disponibilità della serotonina, che è un importante neurotrasmettitore cerebrale, attraverso la quale si trasmettono gli impulsi nervosi.

3.1

Durata degli effetti

Le reazioni individuali agli allucinogeni sono imprevedibili, soprattutto quando queste droghe vengono assunte non a scopo medico ma per gli effetti che producono. L’esperienza soggettiva dell’individuo che consuma allucinogeni può sembrare piacevole un giorno e sconvolgente il successivo, secondo l’ambiente e le circostanze in cui avviene l’assunzione, e secondo la personalità e l’umore del soggetto in quel particolare momento. Gli effetti degli allucinogeni possono durare da qualche ora a diversi giorni, e possono anche ricorrere a distanza di mesi, sotto forma di quelli che vengono denominati “flashback”.

Sebbene l’uso prolungato della maggior parte degli allucinogeni non causi dipendenza fisica, è possibile lo sviluppo di una condizione di assuefazione, per la quale per ottenere gli stessi stati mentali è necessario assumere dosi superiori di droga. Alcuni ricercatori ritengono che lo stato indotto dagli allucinogeni possa essere usato come modello sperimentale per studiare la schizofrenia.

Vedi anche Coscienza.

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