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Risultati di Windows Live® Search Colpo di stato del Nove termidoro Rovesciamento del governo giacobino avvenuto nel corso della rivoluzione francese il 9 termidoro (27 luglio) 1794 a opera della Convenzione nazionale, che portò all’arresto di Robespierre, Saint-Just, Couthon e altri montagnardi, tutti ghigliottinati il giorno successivo tra l’indifferenza o l’approvazione del popolo parigino. Il clima avverso alla dittatura giacobina aveva preso avvio con l’instaurazione del Terrore. Le misure impopolari ordinate da Robespierre, come le requisizioni ai danni dei contadini e l’erosione dell’assegnato (vedi Assignats), nonché le condanne capitali sommarie che costarono la vita a circa 17.000 persone, avevano fatto crescere un’opinione pubblica sempre più sfavorevole al governo rivoluzionario e favorito una fronda degli oppositori politici al capo giacobino, che sfociò nel colpo di stato. La salita al potere dei termidoriani, tra i quali si nascondevano anche parecchi giacobini, se da un lato significò la fine del regime del Terrore, dall’altro portò con sé anche un’inversione di rotta nel processo rivoluzionario. La necessità di smantellare il Terrore giacobino si mosse parallela all’avvio di un regime apertamente antidemocratico: un nuovo Terrore fu inaugurato nei confronti dei sanculotti, che vennero cacciati dai comitati di governo e dell’amministrazione (vedi Terrore Bianco), se non condannati a morte. Il ritorno del paese alla normalità giustificò quindi le nuove istanze dei monarchici e il ritorno delle forze controrivoluzionarie; tanto che la nuova Costituzione del 1795 risultò ancora più censitaria di quella del 1791.
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