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Melanoma Tumore maligno che colpisce la pelle. Rappresenta uno dei tre possibili tipi di cancro cutaneo, il più grave. Gli altri due prendono rispettivamente il nome di carcinoma delle cellule basali (che si sviluppa nello strato più profondo dell'epidermide), e carcinoma delle cellule squamose (che ha origine, invece, negli strati più superficiali). Il melanoma insorge nei melanociti, cellule contenenti il pigmento bruno chiamato melanina che si trovano nello strato basale dell'epidermide. Si manifesta soprattutto tra i 30 e i 60 anni di età; in Italia ha incidenza di circa 35 su 100.000 individui, lievemente superiore nelle donne che negli uomini. Può formarsi in ogni parte del corpo; più frequentemente compare negli uomini al tronco e nelle donne a livello degli arti inferiori. Può essere associato a un nevo o insorgere dalla sua degenerazione; può metastatizzare, cioè diffondersi in distretti corporei diversi da quello originario; in particolare, può colpire i linfonodi, in genere delle ascelle, del collo e della regione inguinale, oppure attraverso il sangue può diffondersi a fegato, polmoni, cervello e ossa. Gli individui con pelle chiara sono a maggior rischio, soprattutto se sono facilmente soggetti a scottature solari e se presentano lentiggini; ad esempio, nella popolazione statunitense di razza bianca, il tasso di incidenza del melanoma è più di 40 volte superiore a quello registrato fra i neri. La presenza di tumori cutanei nella famiglia di un individuo può aumentare la percentuale di rischio che questo contragga tali patologie. Da alcuni anni sembra consolidarsi l’ipotesi che vi sia elevata correlazione tra un’eccessiva esposizione ai raggi solari e l’insorgenza del melanoma. Sarebbe particolarmente rischiosa l’esposizione intensa e concentrata in un periodo breve, pericolosa soprattutto se avviene in età infantile. Le ricerche condotte dal Penn State College of Medicine, rese note nel maggio 2003, hanno evidenziato che disfunzioni del gene denominato PTEN avrebbero un ruolo importante in molti casi di melanoma. Nelle cellule sane, PTEN attiva una sequenza di reazioni che garantisce la distruzione delle cellule alterate. Le cellule cancerose hanno la capacità di disattivare il gene, riuscendo a sopravvivere e a proliferare. Per lo studio si è impiegata una innovativa tecnica della biologia molecolare, detta chromosome trasfer technology, per inoculare il cromosoma 10 (in cui si trova PTEN) da una cellula sana a una del melanoma; il risultato è stato l’iniziale inattivazione delle caratteristiche “tumorali” di questa cellula e il ripristino dell’apoptosi, cioè del fenomeno di morte cellulare che ha l’importante funzione di eliminare le unità malfunzionanti. Le cellule inoculate, tuttavia, dopo un certo tempo hanno ricominciato a dividersi e a riacquistare caratteristiche tumorali, indicando la loro capacità di “aggirare” i sistemi di controllo genetici e di diventare resistenti ai farmaci. Questa proprietà rende il melanoma particolarmente aggressivo soprattutto se metastatizza. È possibile ipotizzare che la terapia genica, in cui il gene PTEN venga inoculato attraverso un vettore virale nel paziente, possa essere una strada da percorrere per combattere questa forma neoplastica.
Le possibilità di sopravvivenza aumentano quanto prima viene effettuata la diagnosi del melanoma. La precoce verifica dei sintomi da parte di un medico è, pertanto, di fondamentale importanza. La comparsa di un cancro può essere segnalata da qualsiasi alterazione cutanea, e pertanto ogni modificazione della pelle dovrebbe essere segnalata al medico. Tali segnali comprendono, in particolare, cambiamenti di dimensione, di forma, di colore o di consistenza di nei; la comparsa di prurito o di dolore in corrispondenza di un neo; la crescita di nuovi nei o di formazioni cutanee dure al tatto; il sanguinamento di un neo; la presenza di un'ulcerazione sulla cute che non guarisce; la comparsa di macchie nere sotto le unghie di un piede o di una mano, che si estendano sotto la cuticola. Per confermare la diagnosi, il medico potrà eseguire una biopsia, rimuovendo un piccolo pezzo di cute da esaminare al microscopio, in modo da rilevare l'eventuale presenza di cellule cancerose.
Per rimuovere i tessuti cancerosi si usano diversi metodi chirurgici. In alcuni casi, il tessuto viene distrutto con l'applicazione di freddo intenso (criochirurgia). Nei casi più avanzati, la rimozione chirurgica del tessuto viene accompagnata dal trattamento con radiazioni (radioterapia), dalla chemioterapia o da entrambi gli approcci. È stato dimostrato che una classe di farmaci, denominati retinoidi, che hanno come principi attivi la vitamina A, riducono il numero di carcinomi delle cellule basali e delle cellule squamose. Tuttavia, questi farmaci possono provocare patologie alle ossa e al fegato, malformazioni fetali e altri effetti collaterali non desiderati. Attualmente sono in corso alcuni studi sulla possibilità di trattare il cancro della cute con due particolari composti, l'interleukina-2 e l'interferone.
La luce del sole che raggiunge la superficie della Terra contiene due tipi di radiazione ultravioletta (UV): la radiazione UV-A e la radiazione UV-B. Entrambe contribuiscono all'insorgenza di scottature e di tumori cutanei, e inoltre alla formazione precoce di rughe. Si prevede che l'assottigliamento dell'ozonosfera sarà responsabile di un aumento delle diverse forme di cancro alla cute. A scopo preventivo, è opportuno evitare l'esposizione al sole nelle ore comprese fra le 10 e le 15. Si raccomanda anche l'uso regolare di creme contenenti filtri solari, abitudine che, come è stato dimostrato, previene lo sviluppo di patologie che possono preludere a formazioni cancerose, come le cosiddette cheratosi precancerose (lesioni della cute che appaiono nella mezza età), e diminuisce il rischio di contrarre tumori cutanei. Poiché il cancro cutaneo si sviluppa lentamente nel corso di molti anni, è importante proteggere la pelle da un'eccessiva esposizione al sole fin dall'infanzia. Si dovrebbero anche evitare trattamenti estetici abbronzanti con lampade a UV, in quanto si tratta di procedure che espongono la pelle allo stesso tipo di radiazione della luce solare. È inoltre fondamentale imparare a effettuare periodicamente l'autoesame della cute e a identificare i primi segni di tumore cutaneo. Ogni modificazione o anormalità della pelle dovrebbe essere riferita al medico.
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