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  • Foulard Kees van Dongen

    Kees Van Dongen Foulard ... 20.5a Lucie e il suo ballerino Foulard in crespo di seta Cm 90x90: 20.5c Lucie e il suo ballerino

  • Kees van Dongen - Wikipedia, the free encyclopedia

    Cornelis Theodorus Maria van Dongen (January 26, 1877 – May 28, 1968), usually known as Kees van Dongen or just van Dongen, was a Dutch painter and one of the Fauves.

  • Kees Van Dongen - Wikipedia

    Kees Van Dongen (Delfshaven,  26 gennaio   1877 –  Monte Carlo,  28 maggio   1968) è stato un pittore olandese. [modifica] Biografia. Nato nel 1877 a Delfshaven, vicino a ...

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Van Dongen, Kees

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Van Dongen: Femme à la balustradeVan Dongen: Femme à la balustrade

Van Dongen, Kees (Delfshaven 1877 - Monaco 1968), pittore olandese. Studiò arte all’Accademia Reale di Rotterdam e, stabilitosi dal 1897 in Francia, fu influenzato dalla pittura di Paul Gauguin e da quella dei nabis. Nel 1905 fece parte del primo gruppo dei fauves, con i quali espose al Salon d'Automne.

Van Dongen si fece conoscere per i ritratti di donne e ballerine e i nudi; ne sono esempi Donna con il cappello verde (1905, New Orleans Museum of Art), Ballerina in rosso (1907, Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo), La Marchesa Casati (1920, collezione privata), rappresentata, in posa vicino ai suoi levrieri, con una veste trasparente. Si dedicò tuttavia anche alla pittura di paesaggio (Primavera, 1908, Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo). Il colore acceso, dai toni esasperati e stridenti, delle sue tele, come pure i temi (Nini la prostituée, 1907, Musée national d’art moderne, Parigi), avvicinano il suo fauvisme all'espressionismo tedesco del gruppo Die Brücke, a cui aderì a partire dal 1908.

Dopo la guerra accettò diversi lavori su commissione e, adottando uno stile più controllato, realizzò ritratti mondani (La Comtesse de Noailles, 1931, Stedelijk Museum, Amsterdam; Brigitte Bardot, 1954, collezione privata, Monaco). Anche in alcune opere di questa fase, tuttavia, trapela la spietatezza del suo sguardo di moralista, critico verso le più ipocrite espressioni del potere e della ricchezza (Madame Jasmy Alvin, 1925, Musée national d’art moderne, Parigi).

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