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Zinkernagel, Rolf

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Zinkernagel, Rolf ( Riehen, Basilea 1944), immunologo svizzero. Conseguì la laurea in medicina nel 1970. Dopo essersi specializzato all'Università di Losanna, lavorò come ricercatore alla John Curtin School of Medical Research, che fa parte della Australian National University di Canberra. Nel 1975 conseguì il dottorato presso la Australian National University e nel 1976 divenne professore al Dipartimento di Immunopatologia della Scripps Clinic and Research Foundation di La Jolla (California). Nel 1979 entrò a far parte del corpo docente del Dipartimento di Patologia dell'Università di Zurigo e nel 1992 accettò l'incarico di direttore dell'Istituto di Immunologia sperimentale di Zurigo.

Al principio degli anni Settanta, quando Zinkernagel e l'immunologo australiano Peter G. Doherty, allora alla John Curtin School, cominciarono la ricerca che li avrebbe portati al Nobel, già si era scoperto che alcune cellule del sangue, i linfociti T, sono coinvolte nel rigetto degli organi trapiantati. Si sapeva che questi linfociti, dopo aver identificato nel tessuto trapiantato alcune molecole note come antigeni maggiori di istocompatibilità, riconoscevano il trapianto come estraneo e lo attaccavano (vedi Sistema immunitario); tuttavia, questo processo non era ben compreso. Zinkernagel e Doherty intendevano chiarire, con la loro ricerca, il meccanismo mediante il quale gli antigeni maggiori di istocompatibilità innescano la risposta immunitaria. A tale scopo, Zinkernagel e Doherty infettarono alcuni topi con un virus che causa meningite, e riscontrarono che il sistema immunitario dei topi infettati produceva linfociti T; questi attaccavano e uccidevano le cellule infettate dal virus solo se esse provenivano dallo stesso ceppo di topi. Se, invece, questi linfociti T venivano messi a contatto con cellule infettate sempre dal virus della meningite, ma provenienti da un altro ceppo di topi, non erano in grado di riconoscerle e di ucciderle.

Zinkernagel e Doherty conclusero che, prima di eliminare le cellule infette, i linfociti T devono riconoscere due segnali. Uno è costituito dai virus stessi; l'altro consiste nelle molecole degli antigeni maggiori di istocompatibilità presenti nelle cellule infette. Queste molecole fungono da indicatori per i linfociti T che, in base alla loro presenza o assenza, riescono a individuare le cellule estranee da quelle proprie dell'organismo, cioè a distinguere il non sé dal .

Sulla base del lavoro di Zinkernagel e Doherty, altri scienziati hanno determinato che una cellula infetta ingloba parte del virus invasore, riducendolo in frammenti. Questi frammenti si combinano con gli antigeni maggiori di istocompatibilità presenti sulla membrana della cellula e si portano sulla superficie della cellula. Speciali recettori presenti sulla superficie dei linfociti T reagiscono al duplice segnale identificato da Zinkernagel e Doherty, attaccando la cellula infetta e distruggendola. La ricerca sui meccanismi del riconoscimento da parte dei linfociti T è un campo attivo dell'immunologia. Gli scienziati stanno studiando il modo in cui questo processo si modifica in tutti quei casi in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti propri dell'organismo, come si verifica in malattie autoimmuni quali l'artrite reumatoide o la sclerosi multipla. Essi sperano inoltre di usare i meccanismi di difesa delle cellule T per mettere a punto vaccini contro la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) e altre malattie infettive.

Zinkernagel fu insignito dell'International Award della Gairdner Foundation nel 1986, e dell'Albert Lasker Medical Research Award nel 1995. Nel 1996 ottenne il premio Nobel per la medicina o la fisiologia, assegnatogli quale riconoscimento del suo contributo alla scoperta del meccanismo con cui il sistema immunitario distingue le cellule sane da quelle infettate dai virus. Zinkernagel condivise il premio con Doherty.

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