Struttura articolo
Bioetica Disciplina che si occupa delle questioni morali che sorgono dal continuo progredire della ricerca biologica e medica e dalla possibilità di intervenire sull’uomo con tecniche sempre più sofisticate. Il termine bioetica deriva dal greco bíos, “vita” e ethicós, da êthos, “costume”). La bioetica si può considerare una branca multidisciplinare del sapere scientifico, poiché in essa sono implicate, oltre che la biologia e la medicina, anche l’etica, la riflessione filosofica, la deontologia professionale (cioè l’insieme dei principi che regolano una “corretta” applicazione della professione), la filosofia della scienza.
In biologia e in medicina ci si trova, sempre più di frequente, a dover affrontare problemi di ordine etico, che riguardano l’opportunità o meno di intraprendere alcuni interventi a scopo terapeutico o la liceità dell’applicazione di alcune scoperte su organismi viventi.
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La riproduzione assistita
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Le pratiche della riproduzione assistita applicate all’uomo, sebbene abbiano permesso a molte coppie di superare disturbi connessi alla riproduzione e di procreare, pongono anche numerosi interrogativi di ordine etico. Ad esempio, viene dibattuto se di tali tecniche possano giovarsi solo coppie che abbiano contratto matrimonio, o anche le cosiddette coppie “di fatto”; ci si pone il problema di come trattare embrioni congelati figli di individui che siano deceduti dopo la donazione del seme; se sia lecito a una donna sola di affrontare una gravidanza dopo essere stata artificialmente inseminata dallo sperma di un donatore sconosciuto, e se il bambino che nascerà abbia o meno il diritto di conoscere l’identità del padre.
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Contraccezione e aborto
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Temi affrontati da tempo dal dibattito bioetico sono quelli riguardanti l’utilizzo di metodi contraccettivi e dell’aborto. La possibilità di interrompere una gravidanza quando vi siano seri rischi per la sopravvivenza della madre o del bambino è attualmente regolamentata da norme giuridiche; si pone però il dubbio se sia lecito intervenire quando la madre richieda l’aborto per altri motivi. Nuovi interrogativi si pongono con i sempre più raffinati metodi di diagnosi prenatale, che permettono ai due partner di conoscere addirittura prima che essi concepiscano un figlio se sono portatori di un’anomalia genetica e la probabilità di avere un figlio malato: ma è lecito interferire con il naturale processo riproduttivo? Può l’uomo intervenire con i meccanismi della selezione naturale, impedendo di fatto che alcuni geni abbiano la possibilità di essere ereditati dalle successive generazioni? Anche la limitazione delle nascite ha implicazioni bioetiche; essa non sempre viene accettata da alcuni ambiti della comunità civile, che in molti casi tollera i cosiddetti “metodi naturali” ma non ritiene ammissibili quelli che fanno uso di composti ormonali o di dispositivi meccanici.
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