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Costa

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Morfologia del litoraleMorfologia del litorale
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1

Introduzione

Costa Fascia di transizione tra le acque marine e le terre emerse, soggetta a processi di erosione e di sedimentazione di materiale sciolto per effetto delle acque e del vento. La fascia costiera ha un'ampiezza assai variabile e poco determinata: è difficile infatti stabilirne i limiti interno ed esterno rispetto alla terra emersa. In prima approssimazione si può dire che il limite verso il mare è costituito dal livello medio di bassa marea, mentre verso terra coincide con la linea estrema di influenza delle onde marine.

2

I fattori di modellazione delle coste

2.1

Variazioni eustatiche e isostatiche

I tipi di coste sono molteplici, in dipendenza dalla grande varietà di fattori che concorrono a plasmarle. Molto influenti sono la natura delle rocce a contatto col mare, le loro caratteristiche geologiche, la dinamica generale del moto ondoso e delle maree. Tuttavia le cause principali di modellamento e di evoluzione di un tratto costiero sono certamente le variazioni relative del livello del mare, che avvengono sul lungo termine. Tali variazioni vengono classificate come eustatiche (se è il mare ad abbassarsi o a sollevarsi) e isostatiche o tettoniche (se invece il movimento riguarda la terra emersa).

I cambiamenti eustatici possono dipendere da varie cause. In primo luogo i mutamenti tettonici globali tali da far variare la capacità complessiva dei bacini oceanici (vedi Tettonica a zolle); in secondo luogo mutazioni climatiche globali in grado di modificare sostanzialmente la quantità d'acqua imprigionata nei ghiacciai polari e di alta quota (vedi Clima); in terzo luogo il lento riempimento sedimentario dei bacini oceanici.

Le azioni isostatiche hanno invece a che fare con il peso delle coltri glaciali che possono gravare su una massa continentale, provocandone l'abbassamento, oppure con lo scioglimento delle coltri stesse: in questo caso la massa continentale, liberata dal peso, tende gradualmente a risollevarsi.

Le interferenze positive o negative tra i fenomeni dei due tipi rappresentano la norma: ciò che si osserva per ogni tratto di costa è in realtà uno spostamento relativo risultante dalla combinazione di movimenti eustatici e isostatici.

In tempi geologici recenti, il livello del mare si è ripetutamente innalzato e abbassato. L'ultimo evento è un notevole innalzamento, avvenuto principalmente in seguito allo scioglimento dei ghiacci al termine dell'ultima glaciazione (circa 11.000 anni fa). Il dislivello generato da questo evento è valutabile in circa 150 metri: di conseguenza le coste formatesi all'epoca in cui il mare era molto più basso rispetto al livello attuale si trovano sommerse, anche a notevole distanza rispetto alle linee di costa attuali.

2.2

Erosione marina

L'agente principale dell'erosione marina è il moto ondoso. Esso agisce secondo modalità diverse, a seconda del tipo di costa investita.

Sulle pareti delle coste rocciose, esso si esercita secondo diverse modalità, che ricadono complessivamente sotto il termine 'abrasione'. In realtà l'abrasione è solo uno degli effetti esercitati dal moto ondoso, vale a dire l'azione meccanica di urto e di sfregamento esercitata dai detriti scagliati dai flutti contro le rocce. Ma le onde agiscono anche in altri modi: innanzitutto martellando con la forza d'urto loro propria, che è in grado di staccare frammenti di rocce già parzialmente fratturate o alterate.

Sulle rocce incide poi l'effetto delle ripetute e violente compressioni e decompressioni dell'aria intrappolata tra il flutto battente e la superficie solida. Le decompressioni, in particolare, agiscono strappando altri frammenti di roccia per effetto di risucchio. All'azione diretta e indiretta delle onde si assommano anche processi di altra natura (che divengono predominanti nei periodi in cui il mare è tendenzialmente calmo). Tra di essi vi sono le alterazioni provocate dall'idratazione e dall'essiccazione dei minerali che costituiscono le rocce, oppure dalla cristallizzazione di sali all'interno di fratture. Alle alte latitudini diventano determinanti anche i cicli di gelo-rigelo, specialmente dove siano presenti notevoli apporti di acqua dolce.

Infine va menzionato l'effetto di alcuni organismi animali e vegetali: i litofagi perforanti tra i primi (Litodomi) e i cianobatteri tra i secondi, che, soprattutto nei mari tropicali, sono in grado di favorire sensibilmente la dissoluzione dei calcari.

Su una costa rocciosa, il principale risultato dell'erosione marina e della rimozione dei detriti da essa prodotti è la formazione di una ripa di erosione, o falesia, al cui piede si riscontra una piattaforma di erosione. Le falesie sono il tipo principale di costa alta, e possono elevarsi anche per decine di metri sul livello del mare. L'esempio più celebre di falesie è quello delle bianche scogliere di Dover, lungo un tratto di costa britannica che si affaccia sul Canale della Manica.

Per ciò che riguarda le coste basse e sabbiose, la meccanica erosiva è completamente diversa. Nelle spiagge si verifica in continuazione trasporto e ridistribuzione di materiale sedimentario, sia perpendicolarmente alla riva, sia lungo di essa. La quantità di materiale trasportato dipende ovviamente dalle caratteristiche del moto ondoso e delle correnti, ma anche dalle dimensioni dei granuli di materiale: mentre i materiali più fini (sabbia fine e silt) possono essere trasportati in sospensione per distanze relativamente lunghe, quelli a granulometria maggiore (sabbie grossolane e ghiaie) tendono a essere trascinati sul fondo, verso terra o verso mare a seconda della lunghezza e ampiezza delle onde.

Nella stagione estiva, ad esempio, prevalgono le onde piuttosto lunghe e non molto ampie, e ciò ha l'effetto di favorire il trasporto verso terra, facendo attraversare alla spiaggia una fase di accrescimento. Il contrario avviene nella stagione invernale, e ciò comporta una fase erosiva che riduce la spiaggia fino al suo minimo annuale di estensione. Il trasporto lungo riva avviene nella zona di battigia secondo un andamento cosiddetto a dente di sega: i fronti d'onda giungono a riva incidendo con direzione obliqua rispetto alla linea di riva, e ciò fa sì che i granuli di sabbia si spostino sulla battigia secondo una direzione non coincidente con la linea di massima pendenza della spiaggia.

Viceversa, la linea di massima pendenza viene seguita dai granuli durante il movimento di risacca, perché nel loro ritorno verso il basso questi materiali obbediscono alla sola forza di gravità. Ciò comporta che a ogni nuova onda, con relativa risacca, ogni granulo si trovi leggermente spostato – a destra o a sinistra a seconda dell'incidenza del fronte d'onda – rispetto alla posizione che occupava in precedenza. Nel tempo, questo processo agisce complessivamente come un vero e proprio nastro trasportatore litoraneo.

3

Classificazione delle coste

Sono dette coste primarie quelle che hanno acquisito la propria forma essenzialmente per azione degli agenti erosivi continentali, prima che avvenisse la trasgressione marina successiva all'ultima glaciazione, mentre sono dette secondarie quelle conformate soprattutto dall'azione demolitiva e costruttiva del mare.

Tra le primarie sono particolarmente tipiche le coste a fiordi, prodotte dall'allagamento per trasgressione marina di antiche valli erose dalle lingue glaciali. Coste di questo tipo si trovano in Europa settentrionale (Norvegia, Scozia), in Alaska e in Patagonia (Cile meridionale).

Primarie sono anche le cosiddette coste a rías, tipiche della Galizia (Spagna), della Cornovaglia (Gran Bretagna), dell'Irlanda, della Virginia e del Maryland (Stati Uniti). Le coste a rías sono pure caratterizzate da profonde insenature irregolari, dalle sponde meno ripide rispetto a quelle dei fiordi. In questo caso però le forme primarie sono valli di origine fluviale. L'ingressione marina può avere interessato valli orientate perpendicolarmente rispetto alla costa, o anche parallelamente. Quest'ultimo è il caso tipico della costa della Dalmazia, dove si è avuta la sommersione di valli con assi tettonici paralleli alla linea di costa.

Altre coste primarie sono quelle che dipendono dalla presenza di depositi continentali (coste di deposizione alluvionale, o glaciale, o eolica), quelle di origine vulcanica, e quelle di origine tettonica.

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