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Risultati di Windows Live® Search Tumulto dei Ciompi Rivolta antioligarchica scoppiata a Firenze nell'estate del 1378 su iniziativa dei lavoratori salariati delle varie Arti insorti per reclamare il diritto a dar vita a proprie corporazioni e ad avere una rappresentanza politica nel governo della città. Prese nome dai cardatori dell'Arte della lana, i ciompi, che capeggiarono il movimento. La vicenda prese avvio in giugno quando il gonfaloniere di giustizia Salvestro de' Medici, esponente della fazione emergente del popolo grasso (formato dai rappresentanti delle Arti maggiori), si alleò col popolo minuto (gli artigiani più poveri delle Arti minori e gli operai non qualificati), appoggiandone la richiesta di istituire un nuovo gruppo di Arti (dette del 'popolo di Dio': ciompi, farsettai e tintori), cui sarebbero dovuti toccare un terzo delle magistrature cittadine e un gonfaloniere. La richiesta, osteggiata dall'oligarchia cittadina, fu fatta valere dalla sollevazione dei ciompi del 21 luglio seguente: preso d'assalto Palazzo Vecchio, i ciompi vi imposero come proprio gonfaloniere Michele di Lando. L'esperimento si tradusse tuttavia in un insuccesso, giacché quest'ultimo, incapace di mediare le spinte contrastanti delle nuove Arti e sceso a patti con l'oligarchia, dovette far fronte a una nuova rivolta popolare il 27 agosto, in seguito alla quale i ciompi furono decimati e dispersi e la loro Arte venne sciolta (31 agosto).
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