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Risultati di Windows Live® Search Archeologia classica Disciplina che studia la formazione e lo sviluppo delle civiltà antiche che gravitarono intorno al mondo greco-romano, attraverso l'esame di testimonianze della cultura materiale e delle arti figurative, recuperate mediante particolari tecniche di scavo, di conservazione e di restituzione alla forma originaria. L'area geografica d'interesse dell'archeologia classica comprende il bacino del Mediterraneo e tutte le regioni dell'Europa, dell'Asia e dell'Africa settentrionale che sono state fortemente influenzate dalla cultura greca e latina, cioè quella che noi chiamiamo 'classica'; sotto il profilo cronologico, il periodo preso in considerazione va dalla fine dell'età del Ferro in Grecia (X-IX secolo a.C.) alla fine dell'impero romano (vedi Arte greca; Arte romana). Lo studio si estende anche all'archeologia cretese e micenea e all'etruscologia. L'archeologia classica è strettamente legata all'archeologia biblica, alla numismatica e all'epigrafia. Fondatore della disciplina è considerato Johann Joachim Winckelmann, l'archeologo tedesco che redasse la prima storia dell'arte greca (1764). Nell’interesse per l'indagine storica del passato che si sviluppò da allora, le grandi campagne di scavo – iniziate con l’esplorazione di Ercolano (1738) e Pompei (1748), ma intraprese con continuità solo dagli anni Settanta dell'Ottocento nei siti di Troia, Olimpia, Pergamo, Delo, Delfi – permisero di ampliare lo studio dell'antichità a epoche e ambiti sino a quel momento ignoti: ad esempio, fu possibile studiare la cultura figurativa più antica della Grecia (età geometrica) e di Roma (epoca arcaica), e anche aspetti della vita quotidiana di quelle antiche società. Contemporaneamente, gli impulsi provenienti dalla ricerca storico-artistica spinsero gli studiosi a occuparsi delle regolarità dei cambiamenti stilistici e formali dei manufatti e dei monumenti antichi, al fine di elaborare una loro classificazione cronologica. L'interpretazione delle immagini continuò a basarsi su principi filologici. Dopo la seconda guerra mondiale questi indirizzi di ricerca rimasero dominanti. A partire dagli anni Settanta dell'Ottocento la documentazione archeologica, nel suo complesso, fu considerata all'interno del contesto storico, politico e sociale dell'antichità. Sempre maggior significato rivestì la funzione assunta da queste opere artistiche nella vita sociale, e dunque gli interessi di chi le commissionava e il tipo di accoglienza che avevano. Furono soprattutto studi francesi e inglesi a sollecitare interpretazioni che coinvolgevano l'antropologia e la sociologia; mentre la tradizione degli studi archeologici italiani rimane tuttora saldamente ancorata a un approccio storico al mondo antico. Oggi si designa come “archeologia classica” una disciplina che è parte integrante di una più vasta scienza della cultura antica, il cui compito fondamentale, accanto alla ricerca sul campo (attraverso lo scavo) e alla successiva interpretazione dei dati e pubblicazione dei risultati, è la conservazione dei monumenti archeologici e la loro tutela dal deterioramento provocato da molteplici fattori esterni, e principalmente dall'inquinamento, dai furti e dal turismo di massa.
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