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Teologia dialettica

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Karl BarthKarl Barth

Teologia dialettica Orientamento della teologia protestante affermatosi dopo la prima guerra mondiale con l’intenzione di ripristinare la centralità della Parola di Dio come oggetto proprio della teologia.

Sul piano filosofico la teologia dialettica risentì sia degli influssi del pensiero di Søren Kierkegaard, soprattutto in riferimento alla sua critica del sistema hegeliano, sia delle critiche di Friedrich Nietzsche allo storicismo. Nell’elaborazione che ne fece il suo più autorevole rappresentante, il teologo svizzero Karl Barth, nel suo commento (1919) alla Lettera ai romani di san Paolo e nel successivo dibattito ospitato nella rivista “Zwischen den Zeiten” (1922) la teologia dialettica dichiarò l’impraticabilità di ogni cammino che dall’uomo pretenda di giungere a Dio.

Né la metafisica, né la storia, né l’esperienza religiosa possono condurre a un’autentica conoscenza di Dio: rimane unicamente aperta la strada che da Dio giunge all’uomo attraverso Gesù Cristo.

Il movimento dialettico della teologia di Barth è espresso dall’affermazione che il mondo dell’uomo, come mondo segnato dal peccato, rimane sottomesso al giudizio di Dio, al suo “no”. Tuttavia, questo “no” è realmente superato dal “sì” salvifico che Dio pronuncia attraverso l’avvento di Gesù Cristo, così che la sua resurrezione rappresenta l’irruzione del mondo nuovo nel vecchio. La fede diventa allora un “salto nel vuoto”, spazio per l’irruzione del Dio salvatore.

La teologia dialettica nacque dalla crisi della Chiesa evangelica alla fine degli anni Venti del Novecento, distanziandosi sia dalla teologia liberale, sia dallo storicismo ed ebbe notevole influsso sulla Chiesa confessante. Essa trovò sostegno in Friedrich Gogarten (1887-1967), Rudolf Bultmann, Paul Tillich ed Emil Brunner (1889-1966), teologi che si misurarono tutti con la prospettiva teologico-liberale di Adolf von Harnack.

Nel 1924 il gruppo dei sostenitori della teologia dialettica perse la sua compattezza e unitarietà; la tendenza alla scissione si acuì durante il periodo nazista anche per la decisione di alcuni di aderire al movimento dei “Cristiani tedeschi”, sostenitori del Terzo Reich, e per la dispersione di altri a opera della repressione nazista.

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