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Coppe europee di calcio Tornei di calcio disputati da squadre europee che appartengono alla UEFA (Union Européenne Association de Football). Dai risultati degli incontri di andata e di ritorno vengono selezionati i vincitori di un girone. Fino alla stagione 1998-1999 la UEFA organizzava tre diverse competizioni: Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa UEFA. Dalla stagione 1999-2000 i tornei sono ridotti a due, la Coppa dei Campioni (dal 1992-93 denominata Champions League) e la Coppa UEFA.
È il torneo più prestigioso. Si disputa dal 1955, e vi prendono parte le squadre vincitrici dei campionati nazionali di lega, oltre alla detentrice del titolo. Dal 1998, in risposta a richieste di ampliamento del torneo sollecitate dai club europei che beneficiano di ingenti entrate economiche derivanti dalla concessione dei diritti TV delle partite disputate, vi è stata una progressiva ristrutturazione del torneo che ha portato dapprima all’iscrizione, oltre che delle squadre vincitrici dei campionati nazionali, anche delle seconde classificate; quindi all’estensione della partecipazione alle migliori di ciascun campionato: nel caso dell’Italia, che è inserita tra le prime nazioni delle classifiche UEFA, hanno diritto all’iscrizione le prime quattro classificate, con la distinzione che la terza e la quarta devono affrontare dei turni preliminari aggiuntivi. Se si esclude la finale, che si gioca in una sola partita e in campo neutro, gli altri turni di qualificazione prevedono gare di andata e ritorno. Fino al 1991 tutti i gironi della Coppa dei Campioni si giocavano a eliminazione diretta; dalla stagione 1991-92, è stata introdotta la formula dei gironi all’italiana, cioè serie di tornei a quattro in cui le squadre si incontrano in partite di andata e ritorno; le prime due squadre di ciascun girone passano al turno successivo e formano altri quattro gironi di quattro squadre. Le prime e le seconde classificate di ciascun girone danno vita ai quarti di finale scontrandosi in incontri di andata e ritorno. Il crescente interesse commerciale che si è sviluppato in quest’ultimo decennio intorno al fenomeno-calcio e le pressanti richieste dei grandi club di poter contare su maggiori introiti economici derivanti dagli incassi e soprattutto dalla cessione dei diritti televisivi, hanno fatto sì che la Coppa dei Campioni divenisse un vero e proprio Campionato europeo per club (da cui il nome Champions League). Nell’albo d’oro della competizione si annoverano i nomi delle squadre che hanno fatto la storia del calcio europeo. Il Real Madrid di Di Stefano e Puskas ha dominato le prime edizioni, per cedere poi lo scettro, negli anni Sessanta, al Benfica di Eusebio, al Milan di Nereo Rocco e all’Inter di Helenio Herrera; negli anni Settanta, al ciclo olandese dell’Ajax di Cruijff è succeduto quello tedesco del Bayern di Beckenbauer e quindi quello delle squadre inglesi (Liverpool, Nottingham Forest e Aston Villa); a partire dalla fine degli anni Ottanta è tornato a imporsi il Milan di Franco Baresi, di Gullit e di Van Basten. In altre recenti edizioni hanno trionfato ancora il Real Madrid (1997-1998, 1999-2000 e 2001-2002) e il Bayern di Monaco (2000-2001). Dopo la vittoria nell’edizione 1995-96 della Juventus, che aveva già conquistato la Coppa dei Campioni nel 1985 in occasione della tragica partita allo stadio Heysel di Bruxelles – dove morirono 39 tifosi a causa degli incidenti provocati dagli hooligans del Liverpool –, il prestigioso trofeo tornò in Italia nella stagione 2002-2003, grazie all’affermazione del Milan, uscito vittorioso dalla finale disputata proprio contro la Juventus. Dopo aver perso contro il Liverpool nella finale dell’edizione 2004-2005, i rossoneri hanno ottenuto la rivincita contro il club inglese battendoli e aggiudicandosi la Champions League 2006-2007.
Chiamata in origine Coppa delle Fiere, ha preso il nome di Coppa UEFA a partire dalla stagione 1971-72. Fondata nel 1955, veniva disputata fra le squadre di città europee sedi di fiere. Tutti i turni di qualificazione prevedono gare di andata e ritorno. Fino al 1998 potevano partecipare alla Coppa UEFA le squadre che nei loro campionati si fossero classificate dietro la squadra vincitrice del titolo di campione nazionale. Il numero delle squadre di ogni nazione ammesso alla Coppa UEFA viene stabilito in base al piazzamento in classifica della stessa nazione. Dalla stagione 1995-96 sono ammesse alla Coppa UEFA anche le due finaliste della Coppa Intertoto, di recente istituzione, che si disputa durante la pausa estiva. A partire dall’edizione 1997-98 anche la finale della Coppa UEFA si disputa in un unico incontro in campo neutro. In Italia, dal 1998-1999 vengono di diritto iscritte alla Coppa UEFA la quinta, la sesta e la settima squadra classificate nel torneo nazionale. La settima, l’ottava e la nona classificate possono iscriversi invece alla Coppa Intertoto.
È stata per anni la seconda coppa europea per importanza, fino a quando, avendo perso via via prestigio a vantaggio della più impegnativa Coppa UEFA, dopo l’edizione 1998-1999 – conquistata da una squadra italiana, la Lazio, alla sua prima affermazione in campo internazionale – è stata definitivamente cancellata dalla programmazione. Istituita nel 1960, vi prendevano parte le squadre vincitrici delle Coppa di Lega dei paesi europei. Il torneo era diviso in turni eliminatori (sedicesimi, ottavi, quarti e semifinali) che si disputavano in partite di andata e ritorno e da una finale a partita unica. I vincitori della Coppa dei Campioni e della Coppa delle Coppe (e, dalla stagione 1999-2000, della Coppa UEFA) si affrontano all’inizio della stagione successiva per disputarsi la Supercoppa europea.
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