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Risultati di Windows Live® Search Gadamer, Hans Georg (Marburgo 1900 – Heidelberg 2002), filosofo tedesco. Compì studi di germanistica, storia, storia dell'arte e filosofia dapprima a Breslavia, poi a Monaco e a Marburgo, dove studiò con Nicolai Hartmann e Paul Natorp; nel 1922 conseguì il dottorato di ricerca, sotto la guida di Natorp, con una dissertazione su L'essenza del piacere nei dialoghi platonici. Successivamente frequentò un semestre all'Università di Friburgo seguendo le lezioni di Edmund Husserl; a Friburgo incontrò Martin Heidegger e lo seguì a Marburgo, città dove Heidegger aveva ottenuto un incarico come professore straordinario di filosofia. Sotto la guida di Paul Friedländer, Gadamer studiò inoltre filologia classica, prima di abilitarsi con Heidegger con una tesi sull'Etica dialettica di Platone. Nel 1939 fu chiamato all'Università di Lipsia, di cui fu rettore nel biennio 1946-47; dal 1947 al 1949 ebbe una cattedra a Francoforte e, da quel momento fino a quando andò in pensione, nel 1968, insegnò a Heidelberg. Nel 1953 fondò la rivista di filosofia 'I quaderni francofortesi'. Gadamer raggiunse la notorietà nel 1960 con l'opera Verità e metodo, considerata un classico dell'ermeneutica contemporanea. In quest’opera egli mutua da Heidegger la nozione di 'circolo ermeneutico', delineando con il suo ausilio una teoria dell'interpretazione 'aperta' e incentrata sulle movenze del 'dialogo' con le culture, i testi e l'alterità costituita dalla pluralità dei soggetti. Il circolo ermeneutico è un cortocircuito che si istituisce fra testo interpretato, soggetto e linguaggio che media l'interpretazione. Dall'incontro di queste prospettive, e dalla 'fusione di orizzonti' che ne consegue, scaturisce la 'cosa del testo', la verità del testo, che non esaurisce mai completamente l'interpretazione, poiché trova i suoi limiti nella soggettività e nella situazione storico-culturale entro cui il soggetto inevitabilmente si trova. Interpretazione è dunque dialogo che si fonda sull'inesauribilità del linguaggio, rimandando soprattutto alla comprensione di se stessi e della tradizione nella quale ciascuno è calato. Sul filo di esperienze artistiche, letterarie e storiche, Gadamer mostra che la comprensione di sé è diretta verso l'esperienza della verità ed è il presupposto di ogni metodo scientifico. La comprensione è dunque la base dell'esperienza del mondo e del linguaggio, modo del dialogo con l'altro e con il testo, che può disvelare ciò che noi siamo. Tra le altre opere del filosofo tedesco si ricordano: Popolo e storia del pensiero di Herder (1942), La nascita della filosofia (1948), Il movimento fenomenologico (1963), Sul mondo concettuale dei presocratici (1968), L’idea del bene tra Platone e Aristotele (1978), Studi platonici (1983), Sentieri heideggeriani. Studi sull'opera tarda di Heidegger (1983), L’attualità del bello (1977), Poesia e dialogo (1990).
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